Taccuino Liberale#72
La Nazionale azzurra di cricket dal 7 febbraio disputerà i primi Campionati mondiali della sua storia. Un traguardo probabilmente inimmaginato ed inimmaginabile in Italia, in cui conta ̶ essenzialmente ̶ solo il calcio.
Il cricket in questo paese è come il liberalismo, pochi lo conoscono, quasi nessuno lo pratica, eppure potrebbe dare grandi risultati e soddisfazioni. Il cricket è il secondo sport più seguito al mondo, con oltre 2,5 miliardi di appassionati ed è arrivato in Italia alla fine del Settecento, più precisamente nel 1793. Il primo match di cui si ha notizia certa fu giocato a Napoli, tra due squadre formate da equipaggi della flotta di Lord Nelson. Nel 1893 viene fondato il Genoa Cricket and Football Club, composto inizialmente da soli inglesi, che avrebbe dovuto alternare al cricket il football nella stagione invernale. Queste le origini. Antiche origini dunque, eppure in questo paese è di scarso successo. Come i liberali.
Questa nazionale e questo sport sono la metafora perfetta di come vorremmo la società italiana (multietnica, integrata, inclusa ed inclusiva, uguale ma comunque sempre libera) e di come dovrebbe essere lo sport (sostenibile, green, ispirato a forti valori etici). Il cricket incarna tutto questo. È quasi una metafora di vita.
Ma in un paese di circa 57 milioni di allenatori di calcio, sfido questa moltitudine di esperti di sport calcistico a dire cosa accomuni quindi (si, anche Palermo) le squadre di calcio di Milano, Genova, Torino e Palermo. Ebbene, tutte sono state o sono ancora denominate football and cricket club (anzi per alcune la denominazione è cricket and football club).
Oggi i club sparsi in diverse regioni italiane, come riporta il sito della Federazione di cricket italiana, ci danno l’idea di che dimensioni ha già questo sport poco diffuso tra gli italiani ma diffuso nel Paese, e come ci spiega Il Corriere della Sera, perché abbiamo la squadra che abbiamo che rappresenterà il nostro paese con la maglia azzurra.
Il cricket è uno sport caratterizzato da un grande fair play, da regole di gioco incredibilmente minuziose e rigorose, e che solo di recente si sta “aprendo alla modernità”, con l’utilizzo del colore per le divise, abbandonando lo storico bianco, o la presenza di sponsor su maglie ed attrezzatura. Insomma, una sorta di “neo turbo liberismo selvaggio”.
Esempio sportivo di grande autodisciplina, come bisogna esercitarla per essere buoni liberali, che molto potrebbe fare per i giovani, eppure la Federazione è piccola, fatica a svilupparsi, nonostante le enormi potenzialità tra i più giovani. Basta andare in città anche di media grandezza, per vedere, soprattutto durante il weekend, nei parchi pubblici, centinaia di giovani asiatici, allenarsi e giocare a cricket. Basterebbe poco, per i sindaci, fare per questi giovani qualcosa di utile, come realizzare un campo da cricket, per far giocare i ragazzi. I pitch, seppur realizzati sull'erba, non necessitano di troppa manutenzione, e garantirebbero maggiore integrazione rispetto ai soli campi e scuole di calcio, sparse come funghi un po’ ovunque.
Quanti fondi del Pnrr si sono sprecati in impianti sportivi inutili e inutilizzati mentre si sarebbe potuto supportare questi giovani immigrati di seconda generazione?
Pensateci la prossima volta che transitate sulla A1 e vedete l’uscita per Pianoro. Vi ha sede l'impianto del Pianoro Cricket Club con un campo da gioco abilitato a competizioni internazionali e nazionali, ma nulla a confronto del potenziale che potrebbe avere questo sport nel nostro paese, nulla a confronto dell’immensità di stadi, campi e campetti di calcio, disseminati ovunque, a volte abbandonati a se stessi, fonte di debiti per le amministrazioni locali che li hanno realizzati.
Iniziare a seguire questo sport e questa nazionale, potrebbe rappresentare un modo nuovo di vivere una realtà multietnica italiana che non è fatta solo di maranza e coltelli, ma per fortuna del paese è fatta anche di giovani ragazzi, che vivono e studiano in Italia, e che sognano di giocare uno sport a loro molto familiare e che potrebbe portarli al professionismo, dunque al successo, ma una politica nazionale e locale miope, che a parole si dice inclusiva, di fatto esclude tanti giovani che nemmeno chiedono, auspicherebbero soltanto, desidererebbero avere spazi idonei per praticare uno sport bellissimo, maestro di vita, che farebbe tanto bene anche a tanti giovani italiani, di origine italiana.
Invece l’attenzione è poca, il servizio pubblico radiotelevisivo per il quale siamo obbligati annualmente a pagare centinaia di euro di tasse latita (le partite saranno visibili solo su piattaforme televisive private, quindi a pagamento, nonostante il canone obbligatorio), e la speranza del successo sempre lontana. Come per i liberali.
Forza Italia cricket team!
(*) Leggi il Taccuino liberale #1, #2, #3, #4, #5, #6, #7, #8, #9, #10, #11, #12, #13, #14, #15, #16, #17, #18, #19, #20, #21, #22, #23, #24, #25, #26, #27, #28, #29, #30, #31, #32, #33, #34, #35, #36, #37, #38, #39, #40, #41, #42, #43, #44, #45, #46, #47, #48, #49, #50, #51, #52, #53, #54, #55, #56, #57, #58, #59, #60, #61, #62, #63, #64, #65, #66, #67, #68, #69, #70, #71
Aggiornato il 23 gennaio 2026 alle ore 13:48
