Medicina a km 0. La verità scientifica contro le fake news
Ci sono malattie che abbiamo quasi smesso di nominare. Non perché siano diventate innocue, né perché siano scomparse definitivamente, ma perché la prevenzione è riuscita, per decenni, a tenerle lontane dalle nostre vite. La difterite è una di queste. Una malattia che molti associano al passato e che proprio per questo rischia di essere sottovalutata.
Eppure, quando si parla di difterite, il tema non riguarda soltanto la malattia in sé, ma anche il contagio, la capacità di diffusione tra bambini e adulti, il ruolo dell’ambiente, l’importanza della vaccinazione e dei richiami. E, soprattutto, riguarda un problema sempre più attuale: la disinformazione scientifica.
Per approfondire questi aspetti ci siamo rivolti al professor Antonio Cascio, professore ordinario di Malattie Infettive dell’Università degli Studi di Palermo, direttore dell’Unità Operativa Complessa di Malattie Infettive del Policlinico Giaccone, dirige anche il Centro regionale di riferimento AIDS a Palermo, per comprendere quanto sia importante non abbassare la guardia davanti a patologie che la medicina preventiva ha reso sempre più rare.
La domanda centrale è semplice: se oggi vediamo raramente la difterite, possiamo davvero pensare che non esista più? Oppure il fatto stesso che sia diventata così poco presente nella nostra quotidianità rappresenta una delle più grandi dimostrazioni dell’efficacia dei vaccini?
Nel corso di questa video intervista - la prima puntata della settima stagione di Medicina a Km 0 - abbiamo affrontato il tema della trasmissione della malattia, cercando di capire quanto sia contagiosa, se anche gli adulti possano rappresentare un veicolo di diffusione sebbene siano vaccinati. Spazio non solo ai vaccini ma anche ai richiami. Perché essere stati vaccinati da bambini non significa necessariamente essere ancora protetti da adulti e certamente non lo sono i nostri figli nati in un’epoca in cui certe malattie non sono più annoverate, ma stanno tornando.
Lo sguardo si è allargato poi ad altre malattie che, grazie alle campagne vaccinali, sono diventate rare ma non per questo appartengono definitivamente al passato. Morbillo, pertosse, poliomielite e altre infezioni ci ricordano quanto il successo della prevenzione possa paradossalmente farci dimenticare il pericolo da cui ci ha protetto.
Infine, un capitolo fondamentale è stato dedicato alla disinformazione e alla falsa associazione tra vaccini e autismo. Un mito che continua a circolare nonostante sia stato ripetutamente smentito dalla ricerca scientifica e che rischia di alimentare paure, sfiducia e scelte capaci di mettere in pericolo non soltanto chi decide di non vaccinarsi, ma anche le persone più fragili della comunità.
Con il professor Antonio Cascio abbiamo provato a fare chiarezza, partendo dalla scienza e non dalle paure: perché conoscere le malattie infettive, capire come si trasmettono e sapere perché esistono i vaccini è il primo passo per non tornare a combattere battaglie che pensavamo di aver già vinto.
Ringraziamo il Maestro Lorenzo Porzio per la musica da lui composta e suonata per Medicina a km 0.
Aggiornato il 26 agosto 2026 alle ore 15:39
