Forum Acadi: l’impatto sociale delle regole del gioco pubblico
Foto: AGIMEG

Mercoledì 7 ottobre a Roma il gioco pubblico sarà osservato da tre punti di vista che raramente vengono messi insieme: quello dello Stato, quello delle imprese e quello di chi controlla il territorio. Il Forum ACADI 2026, ospitato dalle 10 nella sede di Confcommercio in Piazza G.G. Belli 2, sarà dedicato alla sostenibilità del settore e soprattutto agli effetti concreti prodotti dalle regole.

Dietro parole tecniche come riordino, payout, PREU o distanziometro c’è infatti un mercato che coinvolge concessionari dello Stato, sale, tabaccherie, bar e migliaia di lavoratori. E c’è una questione che riguarda direttamente le istituzioni: stabilire quali regole riescano contemporaneamente a tutelare i giocatori, garantire il gettito fiscale e mantenere il gioco all’interno del circuito legale.

È il punto sul quale ACADI, l’Associazione Concessionari di Giochi Pubblici aderente a Confcommercio, insiste da tempo. Il riordino del settore online ha aperto una nuova fase, mentre sul territorio rimangono nodi irrisolti. Regioni e Comuni hanno adottato negli anni norme differenti sugli orari e sulle distanze minime di sale e apparecchi da scuole e altri luoghi considerati sensibili. ACADI sostiene che una regolamentazione troppo frammentata possa ridurre l’offerta autorizzata senza produrre necessariamente una corrispondente riduzione della domanda di gioco.

Il Forum servirà quindi anche a capire come affrontare il mancato completamento del riordino della rete fisica e quali interventi possano essere adottati nel frattempo. Sono previsti, tra gli altri, gli interventi del vicepresidente della Camera Giorgio Mulè, di Renato Loiero, consigliere del presidente del Consiglio per le politiche di bilancio, del presidente della Commissione Finanze e Tesoro del Senato Massimo Garavaglia e del direttore Giochi dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli Mario Lollobrigida. Un rappresentante del Ministero dell’Economia e delle Finanze è stato invitato a intervenire.

Un altro capitolo riguarda gli apparecchi. Le classiche AWP sono le slot che si possono trovare anche in un bar o in una tabaccheria; le VLT sono invece terminali più evoluti, collegati a sistemi centrali e generalmente collocati in sale dedicate. Su questi apparecchi lo Stato applica il PREU, il Prelievo erariale unico. Il payout indica invece la quota delle somme giocate che viene restituita ai giocatori sotto forma di vincite. Cambiare questi parametri significa modificare l’equilibrio economico tra gettito pubblico, vincite e risorse che rimangono alla filiera. Tra le questioni poste dal nuovo Bilancio ci sono proprio il riequilibrio dei parametri e la possibilità di sperimentare nuovi prodotti e nuovi apparecchi senza attendere ulteriormente il riordino.

Ma il confronto non sarà soltanto economico. Al tavolo arriverà anche chi quotidianamente combatte il gioco illegale. Interverranno il colonnello Adolfo Angelosanto dell’Arma dei Carabinieri, il commissario capo Ludovico Tuoni del Servizio centrale operativo della Polizia di Stato e il colonnello Giuseppe Nastasia, comandante del Nucleo Speciale Tutela Entrate e Repressione Frodi Fiscali della Guardia di Finanza. Il rapporto tra rete autorizzata, evasione, frodi e offerta clandestina è uno dei punti sui quali la regolamentazione produce gli effetti più immediati.

A portare il punto di vista delle imprese saranno invece le diverse anime della filiera. Geronimo Cardia parlerà per ACADI e i concessionari; Lino Enrico Stoppani per FIPE, che rappresenta i pubblici esercizi; Emilio Zamparelli per STS-FIT, legata al mondo delle tabaccherie e ricevitorie; Sergio D’Angelo per SAPAR ed Emmanuele Cangianelli per EGP, due realtà della rappresentanza degli operatori degli apparecchi e delle sale. Moreno Marasco rappresenterà LOGICO, associazione del gioco online in procinto di affiliarsi a Confcommercio.

Il passaggio centrale sarà la presentazione del nuovo Bilancio di Sostenibilità del Comparto. I numeri mostrano un mercato che, nel suo complesso, continua a crescere ma con dinamiche molto differenti al suo interno. Dal 2018 al 2025 la raccolta complessiva passa da 106,8 a 165,4 miliardi di euro, mentre quella dei prodotti distribuiti sul territorio scende da 75,3 a 64,5 miliardi e quella degli apparecchi da 48,7 a 31,5 miliardi. La spesa complessiva raggiunge 21,7 miliardi, contro i 18,9 del 2018.

Anche sul fronte delle entrate pubbliche il quadro non è uniforme. Il gettito complessivo passa dai 10,7 miliardi del 2018 agli 11,5 del 2025, ma quello generato dai prodotti del territorio scende da 9,8 a 8,9 miliardi e quello degli apparecchi da 6,2 a 5 miliardi. Tra il 2024 e il 2025, inoltre, il gettito complessivo diminuisce di 0,1 miliardi.

C’è poi il lavoro. Nel 2025 gli occupati complessivi del comparto sono circa 145 mila, 5 mila in meno rispetto all’anno precedente. Circa 135 mila lavorano nel comparto territoriale e 70 mila nella filiera degli apparecchi, che rispetto al 2018 ha perso circa 9.500 occupati. È su questi numeri che ACADI pone una delle domande centrali del Forum: se le restrizioni hanno ridotto alcune forme di offerta legale senza ridurre la domanda complessiva di gioco, quali effetti hanno prodotto su tutela dell’utente, legalità, gettito e occupazione?

La scelta del tema 2026 segna così anche l’evoluzione del confronto. Nel 2024 il Forum era dedicato al “riordino del gioco pubblico per la sostenibilità del comparto”; nel 2025 alla “tutela effettiva della salute”. Quest’anno l’attenzione si sposta sull’“impatto sociale delle regole”: non soltanto quali norme introdurre, dunque, ma cosa accade realmente dopo la loro applicazione.

Alle 11.30 il confronto passerà ai rappresentanti parlamentari con una tavola rotonda moderata dal direttore de Il Tempo Daniele Capezzone. Per le concomitanti attività parlamentari, i lavori della tavola rotonda potranno essere anticipati alle 10.05. La chiusura del Forum è prevista alle 13.

Il Forum del 7 ottobre arriva quindi mentre resta aperto il nodo del riordino della rete fisica. Sul tavolo ci sono distanze, orari, fiscalità degli apparecchi, rapporto tra gioco online e territorio, tutela della salute, occupazione e contrasto all’illegalità. Ma il nuovo Bilancio aggiunge una domanda: non soltanto quali regole adottare, ma come misurare i risultati di quelle già introdotte. Perché una norma pensata per tutelare un interesse pubblico può produrre conseguenze anche sugli altri, e il problema diventa capire se il sistema riesca davvero a tenere insieme salute, legalità, gettito e lavoro.

Aggiornato il 06 ottobre 2026 alle ore 10:19