Malgrado ciò che è venuto alla luce sul famoso e famigerato Dna rinvenuto sui pedali della bicicletta di Alberto Stasi – un elemento che dovrebbe portare ad un rapido avvio del processo di revisione per la sua condanna – gli ultimi “giapponesi” colpevolisti proprio non vogliono arrendersi. Essi continuano a raccontare frottole, pur nell’evidente consapevolezza di arrampicarsi sugli specchi. Un consiglio: arrendetevi!
(*) Foto: Ansa
Aggiornato il 06 ottobre 2026 alle ore 09:43
