Assoeuro chiede un tavolo di confronto sul progetto Site
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Attenzione alle sovrapposizioni professionali

Il potenziamento della capacità della Pubblica Amministrazione italiana di accedere alle risorse europee a gestione diretta riapre il dibattito sul confine tra coordinamento istituzionale e libera professione. Al centro dell’attenzione c’è l’iniziativa Site (Sistema Italia in Europa), promossa dal Dipartimento per gli Affari Europei della Presidenza del Consiglio dei ministri, pensata per guidare enti locali e centri di ricerca verso la programmazione comunitaria, anche in vista del futuro Fondo europeo per la competitività da 409 miliardi di euro. Sull’impianto operativo dell’iniziativa interviene Assoeuro, l’Associazione Italiana Europrogettisti ed European Project Manager, con un richiamo istituzionale firmato dal presidente nazionale Fabrizio Canetto. La posizione dell’associazione non vuole essere una contrapposizione politica né un’opposizione ideologica al progetto, bensì un contributo critico ma costruttivo focalizzato sulle modalità attuative, con particolare attenzione alla componente di supporto specialistico e di affiancamento diretto alla redazione dei progetti. Il punto sollevato dagli europrogettisti riguarda il rischio concreto di creare una sovrapposizione tra la funzione pubblica e una categoria professionale ormai consolidata. Se la diffusione di informazioni, report e mappature da parte delle istituzioni centrali rappresenta un valore aggiunto per l’intero sistema, l’erogazione diretta di servizi di progettazione rischia di depotenziare il mercato delle competenze già attive sul territorio.

Canetto sottolinea l’opportunità di evitare che lo Stato si sostituisca al professionista privato, richiamando per analogia i settori regolati in cui le istituzioni definiscono il quadro normativo e di indirizzo, lasciando agli esperti abilitati l’esecuzione tecnica delle attività. In questa prospettiva, la delega a strutture pubbliche di compiti di progettazione vera e propria finirebbe per indebolire il riconoscimento dell’europrogettista proprio nella fase in cui la categoria cerca un consolidamento del proprio profilo e delle relative garanzie deontologiche.

A questa riflessione di principio si affiancano valutazioni sulla sostenibilità operativa dell’intervento pubblico. A fronte di una platea potenziale di oltre ottomila Comuni, oltre ad enti locali, agenzie e strutture sanitarie, la manifestazione di interesse collegata al progetto Site prevede un accompagnamento specialistico limitato a venticinque progettualità pilota. Un perimetro così ristretto dimostra come un’azione centralizzata difficilmente possa incidere in modo strutturale sui fabbisogni dell’intero territorio nazionale se non affiancata da un disegno sistemico. L’esperienza maturata con le misure di supporto legate al Pnrr ha infatti dimostrato che la disponibilità di informazioni o un aiuto episodico non bastano a garantire il successo di un’iniziativa. Gli enti territoriali necessitano di un affiancamento continuativo lungo tutto il ciclo di vita del progetto, dalla fase di candidatura fino alla gestione, al monitoraggio e alla rendicontazione finale. La complessità dei programmi europei a gestione diretta richiede una presenza costante sul campo, capace di comprendere le specificità organizzative dei singoli enti locali e trasformare le idee in interventi concreti.

Per queste ragioni, Assoeuro rivolge un appello al Dipartimento per gli Affari Europei affinché si avvii un confronto istituzionale preventivo attraverso l’istituzione di un tavolo permanente di coprogettazione. Tra le proposte avanzate dall’associazione figura l’idea di destinare le risorse per l’assistenza tecnica direttamente agli enti locali, mettendo le amministrazioni nelle condizioni di selezionare professionisti qualificati del settore attraverso procedure trasparenti. Questo approccio permetterebbe di valorizzare il patrimonio di competenze già presente sul mercato, evitando duplicazioni strutturali e garantendo al contempo una ricaduta diretta sui territori.

L’auspicio di Assoeuro è che il dialogo istituzionale possa definire un modello in cui la funzione pubblica di coordinamento e il contributo tecnico dei professionisti privati operino in maniera complementare, assicurando al Paese una maggiore capacità di attrazione delle risorse europee in vista della programmazione 2028-2034.

Aggiornato il 15 settembre 2026 alle ore 10:56