Difesa e resilienza nell’epoca dei rischi globali: la svolta culturale siglata ad Acerra

La suggestiva cornice del Castello Baronale di Acerra ha ospitato una tappa fondamentale del progetto nazionale “Cultura della Difesa e Sicurezza”, un percorso di alto profilo scientifico e divulgativo promosso da Dynames, Form&Atp e dalla Scuola di giornalismo della Luiss. L’iniziativa, che ha ottenuto i prestigiosi patrocini della Città di Acerra, della Ferpi (Federazione relazioni pubbliche italiana) e del Rotary Club Acerra-Casalnuovo “A. Montano”, si è configurata come un laboratorio geopolitico e sociale di primissimo piano per l’intera regione Campania. L’incontro ha inteso dare continuità e concretezza territoriale ai dati e alle riflessioni emersi durante la recente presentazione del report “Cultura della Difesa”, avvenuta lo scorso 21 maggio presso la Camera dei deputati, segnando il passaggio da una dimensione puramente analitica e parlamentare a una strategia di coinvolgimento capillare delle comunità locali.

Il cuore del dibattito ha ruotato attorno a un radicale cambio di paradigma: la difesa, la sicurezza e la resilienza non possono più essere relegate a un’esclusiva competenza degli apparati militari o dei ministeri romani, ma devono trasformarsi in dimensioni civiche, sociali e istituzionali permanenti, radicate nel tessuto della società civile. Di fronte a un’epoca di incertezza globale permanente, caratterizzata da minacce ibride, mutamenti geopolitici repentini, crisi climatiche e vulnerabilità tecnologiche, il sistema-Paese necessita di una “resilienza diffusa”. Questo significa che ogni articolazione della Repubblica, dagli amministratori pubblici ai dirigenti scolastici, dalle università al comparto industriale, fino alla Protezione civile e ai singoli cittadini, è chiamata a sviluppare una cultura della responsabilità condivisa e della preparazione strategica. Durante la tavola rotonda, che ha visto confrontarsi esponenti delle istituzioni locali, esponenti delle Forze armate, accademici e stakeholder del territorio, è stata rimarcata l’importanza cruciale della formazione. Educare le nuove generazioni alla percezione del rischio e alla comprensione delle dinamiche di sicurezza nazionale rappresenta lo scudo più efficace contro la disinformazione e la fragilità sociale. La resilienza di una nazione si misura, infatti, dalla capacità delle sue comunità locali di prevenire, assorbire e reagire agli shock, collegando strettamente lo sviluppo economico e infrastrutturale dei territori alle politiche di protezione civile e sicurezza integrata.

In questo contesto, Acerra è diventata la capitale di un nuovo “umanesimo della sicurezza”, dove il dialogo transdisciplinare punta a costruire cittadini consapevoli e informati, capaci di interpretare la complessità del presente. L’evento del Castello Baronale ha inoltre gettato le basi per i prossimi passi del network scientifico, illustrando il percorso editoriale e culturale che condurrà alla prima, attesissima edizione del Premio “Cultura della Difesa e Sicurezza”. Un riconoscimento volto a valorizzare le migliori pratiche, gli studi accademici e le inchieste giornalistiche capaci di raccontare la sicurezza come un bene comune irrinunciabile. La forte partecipazione di sindaci, docenti e rappresentanti del mondo dell’impresa ha confermato la bontà di un progetto che, nato nel settembre del 2025, dimostra come la coesione nazionale e la tutela dell’interesse strategico dell’Italia si costruiscano partendo dall’ascolto e dalla valorizzazione delle eccellenze e delle energie civiche del Mezzogiorno.

Aggiornato il 14 luglio 2026 alle ore 11:16