L’opposizione non vota l’istituzione della giornata delle vittime di errori giudiziari
La sinistra si astiene sulle vittime di malagiustizia. A pensar male si fa peccato, ma la reiterazione di certe coccole lasciano pensare alla volontà esplicita di non irritare Anm. Questa la summa di una vergogna nazionale consumatasi alla Camera: sdegno diffuso per i Don Abbondio di Montecitorio che si sono astenuti finanche su una misura simbolo in tema di malagiustizia. La proposta sull’istituzione della giornata per le vittime di errori giudiziari dedicata ad Enzo Tortora (fissata per il 17 giugno di ogni anno, giorno in cui Tortora venne arrestato con le note gravissime false accuse che alimentarono il calvario giudiziario) è stata approvata alla Camera con 178 voti del centrodestra, di Azione e di Italia Viva ma senza i voti di 97 deputati astenuti della sinistra che hanno scritto una delle pagine più buie della storia partitica di questo Paese. Il commento, eloquente, che basterebbe a raccontare il sentimento che in tanti proviamo verso questa porcata inaudita è quello di Gaia Tortora, figlia del celebre conduttore Rai che senza mezzi termini commenta “fate pena”.
L'astensione di Pd, M5s e Avs è semplicemente vergognosa. Ma la difesa delle garanzie del giusto processo e dello Stato di diritto non può dipendere dalle convenienze politiche del momento. Cedere a questo uso, semmai, rappresenta il simbolo perfetto di una politica tutta chiacchiere che fatica a esprimere civile unità persino su temi che dovrebbero essere oggetto di condivisione assoluta, sacrificandoli sull’altare dello scontro partigiano in un clima in cui non si discute da avversari ma da nemici. Che spieghino questa scelta a più di 100mila innocenti privati ingiustamente della libertà; che spieghino questa posizione a quanti per inchieste inventate hanno perso tutto (dal lavoro, ai patrimoni, alle aziende, alle famiglie, alla reputazione). Uno schiaffo istituzionale – ingiustificato – in piena regola alle vittime innocenti di un tritacarne che ogni anno miete migliaia di vittime.
Ma come mai si sono astenuti? Perché ritengono irrilevanti gli errori giudiziari che mandano al macero la vita dei cittadini? Ovviamente no. Perché Tortora e i tanti come lui non hanno i requisiti necessari per godere della difesa aprioristica da sinistra? Ossia essere un migrante, essere pro-Pal, essere arcobaleno o un pidocchio dei centri sociali? Certamente no. La questione è che prima o poi arriva il conto. E, par consequence, questa è una delle rate non dovute che Anm si è ritrovata a riscuotere. Una cambiale di posizionamento politico che Pd, Avs e Cinque stelle sentono di dover pagare alla leadership politica di Anm per la vittoria del no al referendum. La marchetta per aver affossato la riforma della giustizia. Eccoli schierati quelli del “No”, evidentemente coerenti nella loro ideologia giustizialista senza garanzie democratiche. Eccolo il campo per così dire progressista che in direzione ostinata e contraria rispetto a ciò che il Paese chiede, legittima continuamente l’idea di quanti sottolineano l’esistenza di una connivenza politica tra magistratura e sinistra. Una posizione pseudo politica assolutamente aberrante che si sostanzia in una sudditanza reverenziale imbarazzante. Gli inchini scriteriati sciorinati per partito preso nei confronti delle procure da parte di una sinistra incapace di riconoscere gli errori dei magistrati.
Ma la malagiustizia esiste e rovina la vita delle persone che ne sono vittima: non solo negli errori giudiziari che si concretizzano in assoluzioni, ma anche nella piaga di tanti innocenti sottoposti a calvari che durano anni e che subiscono processi lunghi ed estenuanti che rappresentano di per sé stessi una pena.
Quanti Don Abbondio a sinistra; e quanta miseria umana: servili verso i magistrati “perché si”, ciechi davanti alla giustizia vera. Sicuramente incapaci di provare vergogna.
Aggiornato il 07 agosto 2026 alle ore 16:14
