Giovanni Donzelli esprime fiducia sull’iter della nuova legge elettorale. “Sulle preferenze stiamo cercando la strada migliore”, ha sottolineato ieri il responsabile dell’organizzazione di Fratelli d’Italia, a margine di una conferenza stampa al Senato. “Non mi risulta – ha chiosato – ci siano riunioni particolari. Ci sentiamo, ci vediamo tutti i giorni. Dopo aver fatto un’ottima legge alla Camera, col passaggio che ci sarà al Senato, soprattutto dopo la pausa estiva, l’obiettivo è riuscire a migliorarla ulteriormente, come non ci siamo riusciti alla Camera con l’introduzione delle preferenze. Già eravamo uniti alla Camera ma non ci siamo riusciti. Quindi, è necessario vedere come si può riuscire a dare agli italiani la possibilità di scegliersi non solo la maggioranza, non solo il presidente incaricato che si proporrà al presidente della Repubblica, ma anche il singolo parlamentare”. Secondo Donzelli, “il centrosinistra ha festeggiato come se avesse vinto il Mondiale quando è riuscito a stoppare questo tentativo. Noi ci riproviamo perché crediamo che gli italiani meritino la possibilità di scegliersi anche il proprio parlamentare”. Alla domanda se sul nodo delle preferenze c’è una bozza di testo su cui stanno discutendo gli sherpa della coalizione, Donzelli ha risposto: “È quello che abbiamo presentato compattamente come centrodestra alla Camera” escludendo per ora un prossimo confronto dei leader di maggioranza: “Siccome sono il presidente del Consiglio e i vicepresidenti del Consiglio, si stanno occupando principalmente degli italiani”.
Intanto, l’ex presidente del Senato Marcello Pera auspica che ci siano “dei ripensamenti e delle meditazioni sul ballottaggio che sicuramente è utile, fondamentale”. Ieri mattina, il senatore di Fdi, durante la discussione generale sul provvedimento in commissione ha sottolineato che “il ballottaggio è nemico della palude” che “si produce inevitabilmente quando il risultato elettorale non offre una maggioranza chiara e solida e i gruppi parlamentari sono poi costretti a trovarne una”. Inoltre, “il ballottaggio è trasparente, dà la parola agli elettori, li fa arbitri, li rende decisori effettivi e ultimi del Governo. Il giorno del ballottaggio, gli elettori sanno che dal loro voto, e solo da quello, dipenderà da chi saranno governati”. E ancora “riduce i ricatti politici: attualmente, le coalizioni principali, non sentendosi sufficientemente forti, hanno la necessità di farsi larghe e per farlo si alleano con questa o quella forza politica radicale ed estrema che, dal punto di vista aritmetico, le rafforza. Ma l’aritmetica non fa una politica. Alleandosi con le coalizioni principali, le piccole forze estreme esercitano ricatti sul Governo nascituro e lo rendono instabile”. Secondo Pera, “la previsione del ballottaggio si trova come proposta condivisa nei due più importanti documenti ufficiali di riforma delle nostre istituzioni: la Commissione Bicamerale presieduta da Massimo D’Alema (che riporta le firme di Sergio Mattarella, Silvio Berlusconi, Domenico Nania, Cesare Salvi, Armando Cossutta, Maurizio Pieroni), e la Commissione di esperti del Governo Letta (42 costituzionalisti e tecnici). Era una proposta bipartisan. Il ballottaggio si può fare, ha gli stessi vantaggi uguali per tutti. Dunque, si dovrebbe fare. Beninteso, se la saggezza ci ispirasse”. Frattanto, il centrodestra sembrerebbe sul punto di poter siglare una nuova intesa sulla legge elettorale. Un accordo, con le limature da apportare in Senato, che potrebbe essere formalizzato già nel tavolo dei tecnici convocato per oggi alle 13 a Via della Scrofa. Sul piatto le preferenze, ma non solo. Dopo le aperture azzurre sul meccanismo voluto dal partito della premier, infatti, Fratelli d’Italia sarebbe pronto a valutare seriamente la richiesta di Forza Italia di togliere l’obbligo, introdotto alla Camera, per chi è candidato nel listino circoscrizionale del premio di maggioranza di essere inserito come capolista al plurinominale.
Aggiornato il 05 agosto 2026 alle ore 13:27
