Giovanni Donzelli è convinto dell’impatto positivo della riforma di voto sul sistema politico. “Stiamo per varare una legge che serve all’Italia, non a una parte. A rendere il Paese più stabile, migliore. Non ci siamo fatti un vestito su misura, non ci abbiamo nemmeno mai pensato”. Lo afferma il responsabile dell’organizzazione di Fratelli d’Italia, in un’intervista al Corriere della Sera sulla legge elettorale che domani sarà votata al Senato. Per Donzelli la legge non è né “un attacco all’opposizione”, né una norma scritta dal centrodestra per vincere. “Paradossalmente – spiega – con questa legge il campo largo potrebbe governare, con il Rosatellum potrebbe al massimo pareggiare”. Sull’aumento a seimila delle firme da raccogliere in ogni collegio, l’esponente di Fdi esclude passi indietro: “Certo che no, pensiamo sia giusto e perfettamente aderente non solo alla Costituzione ma anche alle indicazioni dell’Unione europea una regola che impone di avere una rappresentanza e un radicamento territoriale per chi voglia presentarsi alle elezioni. Non possiamo rischiare il proliferarsi di liste individuali, finte, di disturbo. Le elezioni sono una cosa seria, è assurdo trovare una scheda-lenzuolo con liste civetta che servono solo a distrarre l’attenzione e a creare caos”, aggiunge. Quanto ad una possibile alleanza con Roberto Vannacci, Donzelli afferma: “Ci alleeremo con chi condivide le nostre idee e i nostri valori, con chi lo abbia dimostrato con i fatti. Non ci interessa andare alle elezioni con qualcuno con cui già dopo due mesi si comincia a litigare, come già fanno nel campo largo, o con chi è pronto a tradirti. Sappiamo bene che chi ha tradito una volta è pronto a rifarlo una seconda”. Sui tempi del voto, infine, esclude manovre per anticiparlo: “Questi sono i ragionamenti che fa la sinistra, i trucchetti che userebbero loro. No, non esistono manovre. Vogliamo governare fino a fine legislatura, fino a novembre”.
A questo proposito, ieri, Ignazio La Russa ha detto che “andremo al voto probabilmente a fine legislatura”. Il presidente del Senato, intervenuto alla Festa regionale dei Patrioti di Fratelli d’Italia di La Spezia, ha confidato le preoccupazioni della premier. “Giorgia Meloni diceva che c’è ancora molto da fare, quindi le probabilità che si vada a votare a fine legislatura sono altissime. Mi ero permesso di dire che settembre non è proprio il mese in cui si va a votare ma siccome rimangono molte cose da fare penso che la cosa più probabile è che si vada a fine legislatura. Con quale legge elettorale? martedì al Senato licenziamo la legge elettorale che deve tornare alla Camera per pochissime modifiche che il Senato ha fatto e in particolare questa della raccolta delle firme e l’introduzione delle preferenze. La cosa che mi sorprende è come sia possibile che dicano sono preferenze false. Partiamo dal fatto che adesso preferenze non ce n’è. In questa legge elettorale abbiamo sentito gli alleati e sentita l’opposizione e nessuno ha veramente chiesto le preferenze”. Il presidente del Senato ha ribadito che “Giorgia Meloni ha detto: Per me è il momento di reintrodurle, ha convinto gli alleati che erano un po’ dubbiosi con la mediazione, il capolista bloccato e gli altri no, e siamo arrivati in Parlamento”. La Russa ha criticato le opposizioni. “La sinistra, due giorni fa, ha detto che le voleva tutte, sapendo che era impossibile perché se mai l’avessimo votato cadeva il governo perché avevamo l’accordo con gli alleati quindi non ci sarebbe stato nessun tipo di preferenze. Non si trattava di una vera proposta per avere le preferenze sennò potevano votare alla Camera quando l’abbiamo per l’ennesima volta votata e loro l’hanno bocciata e hanno gioito mentre cadevano le preferenze previste. Aggiungo che ho fatto una scommessa: che Fratelli d’Italia vincente, perché sono convinto che le elezioni le vinciamo, poterà in Parlamento almeno il 60 per cento di persone proprio con le preferenze”.
Aggiornato il 14 settembre 2026 alle ore 15:07
