Rosato: “È necessario un progetto centrista alternativo”

Ettore Rosato invoca la nascita di una nuova formazione moderata. L’ex dem, renziano di ferro, ora vicesegretario di Azione, alla newsletter Voce Libera, sottolinea la necessità di un partito fuori dall’attuale schema politico-istituzionale. Spiega che tutto quanto sta accadendo, “sia sul piano economico e delle regole europee sia sulla collocazione internazionale del nostro Paese viste le gravi crisi mondiali, non solo nel Golfo Persico, dimostra, senza se e senza ma, che l’unica soluzione per le elezioni 2027 è un’alternativa sia un progetto centrista, liberale, moderato, europeista, che non strizzi l’occhio né a Donald Trump né a Vladimir Putin”. Rosato rimarca: “Serve, come ha spiegato bene Carlo Calenda, un Governo politico con cinque semplice ma chiare priorità. E con l’attuale legge elettorale – afferma Rosato – si può realizzare questo progetto, emarginando le ali estreme come Lega, Vannacci, Fratoianni, Bonelli e Movimento 5 stelle. Se invece vogliamo andare a fondo fate pure, noi saremo sempre al fianco dell’Italia e dell’Europa. Che è la stessa identica cosa”.

Poi Rosato attacca frontalmente il Carroccio. “Le uscite assurde di esponenti della Lega contro l’Europa chiedendo di abbandonare unilateralmente il Patto di stabilità, prima con Claudio Borghi poi con il capogruppo al Senato Massimiliano Romeo, e la mancata condanna di Alleanza verdi sinistra della cacciata con toni palesemente antisemiti della Brigata ebraica sabato scorso, 25 aprile giorno della Liberazione a Milano, come dichiarato dall’ex onorevole del Pd Emanuele Fiano, dimostrano, per l’ennesima volta, come le due coalizioni che a parole si dicono unite, ma nei fatti sono tutto e il contrario di tutto, siano totalmente inadatte a governare l’Italia dopo le elezioni politiche del prossimo anno”.

Dal canto suo, Carlo Calenda non perde occasione per attaccare l’attuale quadro politico. In particolare, il campo largo. “Il centrosinistra – attacca – non riuscirà a convergere su niente. Convergerà su un solo punto, mandare a casa Giorgia Meloni. Come Meloni convergerà su un solo punto: quello che non ci sia la sinistra. E mentre si converge su questi punti che non vogliono dire niente, noi rischiamo il blocco della produzione industriale in Italia”. Lo afferma il leader di Azione nel corso di un evento a Bologna. Del rischio del blocco della produzione, sostiene, “drammaticamente, non se ne occupa nessuno. Ho fatto una lista di proposte dettagliate alla Meloni, ma non le ascolterà. Non ci ha mai ascoltato ogni volta che abbiamo fatto delle proposte. Non so perché. Quando fa delle cose buone, noi ne votiamo i provvedimenti. Ma perché lei non riesce mai ad accettare una critica costruttiva e propositiva?”. Un’ultima stoccata Calenda la riserva al suo ex sodale politico, l’amato-odiato Matteo Renzi. “Se prima delle prossime elezioni andrò a bussare alla porta di Renzi? L’ultima volta è venuto lui a bussare alla mia porta, quello che fa normalmente è bussare alla porta di chiunque. Nelle prossime elezioni è capace che bussa alla porta di Casapound”. Calenda ricorda che Renzi “è stato l’unico leader liberale in tutta Europa a non scomodarsi a portare solidarietà in quattro anni all’Ucraina: abbiamo aperto una sottoscrizione perché ci vada pagato, almeno forse così ci andrà”.

Aggiornato il 29 aprile 2026 alle ore 15:17