Massima pressione tu Teheran. I raid di questa notte degli Stati Uniti sull’Iran avrebbero causato la morte di almeno 11 persone. Donald Trump è impegnato in questa guerra da troppo tempo, e sta cercando di costringere la Repubblica islamica alla resa con attacchi “massicci e potenti”, arrivati “in risposta al fallito tentativo iraniano di piazzare mine navali” nello stretto di Hormuz, ha affermato il tycoon. L’esercito iraniano ha anche lanciato otto missili, tutti intercettati, contro la base americana in Giordania. “Se l’Iran dovesse reagire a questo attacco più che giustificato, subirebbe una nuova offensiva di ben altra portata e intensità”, ha scritto il presidente degli Stati Uniti su Truth social. In un’intervista a Fox, successivamente, ha rincarato la dose: “Se l’Iran dovesse reagire agli attacchi americani di oggi verrebbe completamente annientato”.
La risposta di Teheran è arrivata a stretto giro. I pasdaran hanno annunciato una rappresaglia contro obiettivi Usa, definita “operazione decisiva”. I raid dell’esercito americano avrebbero causato cinque esplosioni vicino al villaggio di Masan, sull’isola di Qeshm, e di altre quattro nello stretto di Hormuz, nei pressi di Bandar Abbas. Lo ha riferito la tivù di Stato iraniana. Secondo l’agenzia d’informazione Irna, quattro proiettili hanno colpito aree della provincia sud-orientale del Sistan-Baluchistan, a est dello stretto. Il bilancio civile parziale era già pesante. La Mezzaluna rossa iraniana parla di almeno quattro morti, fra cui un bambino, e cinquanta feriti dopo che alcune schegge hanno colpito una casa a Kuhestak, nella contea di Sirik, in provincia di Hormozgan. Le persone coinvolte stavano partecipando a una festa di nozze. Nel mirino dei raid a stelle e strisce sarebbe finito anche l’aeroporto di Jiroft, nel sud dell’Iran, nella provincia di Kerman.
Le autorità iraniane hanno successivamente aggiornato il conteggio delle vittime: gli ultimi raid sul territorio della Repubblica islamica avrebbero provocato 11 morti. Il dato arriva dopo un nuovo attacco nella provincia sudoccidentale del Khuzestan. “Il vicegovernatore provinciale ha affermato che l’attacco missilistico statunitense di ieri sera contro tre località ha provocato sette morti e otto feriti”, ha riferito l’agenzia Irna. Il bilancio si aggiunge alle quattro vittime e agli oltre 50 feriti registrati ieri a Sirik durante il matrimonio. La Guardia rivoluzionaria iraniana sostiene intanto di aver colpito il Kuwait. “Il quartier generale e la residenza del comandante statunitense, nonché la base e la rampa di lancio dei droni statunitensi nella base aerea di Ali al Salem in Kuwait, sono stati attaccati e incendiati”. O almeno, così si legge in un comunicato diffuso dai pasdaran. “L’attacco è avvenuto in rappresaglia per i raid statunitensi su Sirik della scorsa notte, che hanno causato quattro morti e 66 feriti”, aggiunge la nota, rilanciata dall’agenzia Fars.
Aggiornato il 02 settembre 2026 alle ore 14:55
