Raid in Arabia Saudita: colpito un Eurofighter italiano
Foto: Imagoeconomica

La base aerea di Ta’if è stata oggetto di diversi attacchi. In Arabia Saudita alcuni raid nemici hanno colpito un distaccamento dell’operazione militare americana Inherent Resolve, dov’è presente anche un distaccamento italiano. Gli attacchi sulla base hanno colpito un caccia Eurofighter del nostro esercito. Non risolto, comunque, militari italiani coinvolti. “Nell’attacco è stato colpito un velivolo F-2000 italiano, che si trovava all’interno della base ed in un’area decentrata. Non ci sono altri danni a mezzi o infrastrutture utilizzati dal nostro personale”, ha detto il ministro della Difesa Guido Crosetto che sta seguendo personalmente la situazione. Il titolare della Difesa ha aggiunto di essere costantemente in contatto con il capo di Stato maggiore, Luciano Portolano.

“Ho chiesto al capo di Stato maggiore della Difesa, al comandante del Comando operativo di vertice interforze, il generale Giovanni Maria Iannucci, e al capo di Stato maggiore dell’Aeronautica, il generale Antonio Conserva di fornirmi un’ulteriore valutazione, dopo quelle già effettuate nelle scorse settimane, sull’evoluzione del quadro, sulle condizioni del nostro personale e sulle possibili opzioni operative”, ha aggiunto Guido Crosetto. Che ha spiegato come già state messe in atto da tempo tutte le misure di sicurezza a salvaguardia del personale militare. “Tra pochi minuti avrò il primo aggiornamento nel corso di una riunione al Ministero della Difesa. La situazione è seguita con la massima attenzione con l’obiettivo di garantire la piena tutela del nostro personale e di operare con la necessaria responsabilità”, ha chiosato il ministro.

L’Arabia Saudita, nel frattempo, ha proposto una tregua di due settimane agli Houthi yemeniti. Poi, i leader dei miliziani e il regno dovrebbero iniziare dei colloqui diretti. Secondo il quotidiano libanese al-Akhbar – vicino ai miliziani di Hezbollah – la proposta sarebbe arrivata agli Houthi attraverso dei mediatori omaniti. Il regno ha scelto la via del dialogo dopo giorni di contatti gli Stati Uniti, l’Egitto, il Pakistan e l’Oman. Secondo il giornale libanese, i miliziani si sono mostrati scettici nei confronti dell’offerta, auspicando una “soluzione definitiva e completa al conflitto”.

Solo tre giorni fa, nella notte fra il 14 e il 15 settembre, due Eurofighter italiani hanno distrutto un drone sui cieli della Lituania. Il Paese baltico ha ringraziato l’Italia dell’operato. “La Lituania ringrazia sinceramente i propri alleati italiani per aver condotto l’operazione in modo professionale, rapido e deciso”, ha affermato il ministro degli Esteri Kęstutis Budrys in una nota. “Questo incidente ha confermato ancora una volta l’efficacia dei principi di difesa collettiva della Nato e l’importanza della presenza degli alleati nella nostra regione”, ha spiegato il ministro. “Le Forze Armate lituane e le autorità competenti hanno immediatamente localizzato i resti del drone e neutralizzato con successo l’ordigno esplosivo che trasportava. I dati preliminari indicano che il velivolo senza pilota è entrato nel territorio lituano dalla Bielorussia”, ha chiosato Budrys.

Aggiornato il 18 settembre 2026 alle ore 16:11