Nella notte tra il 26 e il 27 agosto l’Ucraina ha utilizzato missili da crociera (probabilmente i Flamingo FP-5) per disintegrare il Quartier generale della 51ª Armata russa a Donetsk. I missili hanno colpito il sito mentre sarebbe stata in corso una riunione di ufficiali russi, di cui evidentemente i comandi ucraini erano stati avvisati.
Lo Stato maggiore ucraino ha confermato ufficialmente che sono stati colpiti “il posto di comando principale e quello di riserva” delle forze russe nella zona di Donetsk. Le fonti di informazione Osint (Open Source Intelligence), come i canali Exilenova+ e CyberBoroshno, ripresi anche da Militarnyi) collocano il bersaglio in un’area di parcheggio sotterraneo di un complesso residenziale incompiuto e negli edifici dell’ex istituto di ricerca UkrStateNDIplastmas, ritenuti sede del comando della 51ª Armata russa, con base a Donetsk. Il canale Exilenova+ riferisce di 13 impatti missilistici complessivi sulla città in quella notte. La 51ª armata nasce dal precedente “Primo corpo d’armata” della Repubblica Popolare di Donetsk” (DPR) e incorpora anche diverse brigate di assalto.
Su canali non ufficiali come Telegram e sui social filo ucraini si riporta la cifra di 48 ufficiali russi “dispersi” e la morte del capo di Stato maggiore e/o del capo della sezione Operazioni della 51ª Armata. Questi dati però non sono ripresi dai media generalisti internazionali né dallo stesso Stato maggiore ucraino nel suo comunicato ufficiale, il quale riferisce che “l’entità dei danni e le perdite del nemico sono in fase di accertamento”.
L’agenzia di stampa polacca PAP, fonte istituzionale affidabile e Interia riportano che sono stati colpiti i posti di comando principale e di riserva russi nell’oblast di Donetsk, per mezzo di droni e con “un gran numero” di missili. Interia, citando Defense Express, riferisce che tra i detriti trovati sul luogo dell’impatto ci sarebbe un codice (6F8W7) riconducibile alla Ferra Aerospace australiana, fornitrice di componenti per bombe guidate JDAM-ER, un indizio sul tipo di arma usata.
In sintesi l’attacco ai comandi della 51ª Armata a Donetsk è confermato da Kyiv, mentre il dettaglio sui 48 ufficiali dispersi e sui vertici militari russi presumibilmente uccisi non è, al momento, verificabile, anche se il portale news.de (sito online tedesco) ha pubblicato un articolo col titolo Putin-Hauptquartier ausgelöscht – Dutzende Offiziere tot nach Raketenschlag (“Quartier generale di Putin raso al suolo, decine di ufficiali morti”), in cui è scritto che gli ufficiali uccisi sarebbero stati colpiti in un attacco di missili inglesi Storm Shadow.
In ogni caso lo strike missilistico rimarca lo stato delle cose nel fronte del Donbass, dove purtroppo siamo sempre davanti a una guerra di trincea, in cui il fronte fisico resta immobile, ma sanguinoso comunque, come nelle guerre prima del Novecento.
I veri obiettivi sono quello di colpire i comandi nemici e le infrastrutture dell’energia in Russia da parte ucraina, mentre l’esercito di Vladimir Putin colpisce indiscriminatamente obiettivi civili con intenti terroristici, come già avvenuto in altre guerre, inclusa la Cecenia (dove fu massacrato un ceceno ogni tre).
L’attacco ucraino a Donetsk e le (forse) fake news diffuse dai canali internazionali filorussi su un nuovo attacco terrestre e aereo contro l’Ucraina (velatamente si minaccia anche la Nato, mentre continua la minaccia di atomiche) indicano che la guerra potrebbe evolversi con nuova intensità.
Che il presidente russo comincia a trovarsi in difficoltà reali è testimoniato anche da un attentato con una autobomba che due giorni fa ha ucciso un tenente colonnello dell’aeronautica militare russa in un quartiere residenziale di San Pietroburgo.
La dinamica dell’attentato ricorda quelli di inizio agosto a Mosca, dove in un ristorante era stato colpito il comandante delle Forze aerospaziali russe, Alexander Chaiko. Poco dopo era stato ferito Vladimir Tkachuk, direttore generale di Uraldronzavod, azienda specializzata nella produzione dei droni kamikaze Fpv Upir.
L’Ucraina si rivela in grado di condurre una guerra ibrida molto efficace.
Aggiornato il 28 agosto 2026 alle ore 13:28
