È tutta colpa dei giornalisti italiani se la gente segue soltanto i sentieri che portano alla Valle della Morte? È così tutti parlano di Ranucci come di un santo, mentre la realtà mostra un Savonarola farsesco o di un Masaniello microbizzato, un giornalista che ha scritto un’autobiografia il cui rovescio è il testo di un disco degli Squallors, quanto al tentativo di costruirsi una piramide ad honorem. Ha ragione Guia Soncini a ricordare che i grandi Sex Vantatori di solito al liceo non rimediavano neanche uno sguardo pietoso dalle ragazzine in fiore.
Intanto non vanno avanti le storielle, ma la Storia, la tecnologia. Ciò che qui è una battuta da bar, altrove è realtà aumentata. L’intelligenza, artificiale o no, serve a costruire la fortuna delle nazioni, incluse quelle nazicomuniste e infami.
Si parla fin troppo di Russia, ma il vero attore di quasi tutte le guerre attuali è Xi Jinping. Trump è come spesso la destra, un gran casinaro. L’uomo della Casa Bianca ha una strategia persino lucida, che in Italia non viene compresa. Sta cercando di bloccare tutte le fonti energetiche della Cina: Venezuela, Iran, Sudan, Libia. Ma usa metodi bellici da Vietnam: i bombardamenti. Gli Stati Uniti non hanno la cultura delle guerre asimmetriche che pure hanno affrontato sempre e ovunque. Hanno i droni ma li utilizzano poco e male.
Invece la Cina si trova già in un orizzonte militare in cui i droni sono già roba passata, come il fuoco greco e le lance. Ad esempio, del pragmatismo cinese di fronte ai ranuccismi della chiacchiera italiana, vi sono due esempi di tecnologia militare cinese eclatanti: il primo riguarda l’energia (fondamentale in guerra come in pace) e la miracolosa Fusione nucleare. Il secondo – fantascientifico - riguarda un “cannone” elettromagnetico in grado di bloccare a “costo zero” droni, missili, mezzi d’assalto. Prima di ciò una citazione: leggete Il racconto dell’Anticristo di Vladimir Solove’v, scritto nel 1899, in cui si parla dell’invasione dell’Unione Europea (!) da parte della Cina.
Parliamo di Hpm cinese. Si tratta di una tecnologia a microonde (High Power Microwave) che, invece di ricorrere alla distruzione fisica di un drone o missile nemico utilizza energia elettromagnetica per distruggere o disattivare l’hardware di un’arma nemica. L’energia utilizzata è di centinaia di megahertz o di gigahertz, indirizzata attraverso una struttura radiante.
Il vantaggio degli Hpm è nel costo irrisorio: gli Hpm stanno ai droni come i droni stanno ai missili Patriot.
Un drone militare Shahed costa poco (ventimila euro o poco di più, ma quelli rudimentali non costano più di duemila). Ogni Patriot lanciato a intercettarlo costa circa 4 milioni di euro.
Per questo motivo la colpa peggiore della Unione Europea consiste nel suo cronico ritardo tecnologico e culturale: siamo in ritardo di due step nel campo delle armi ibride di attacco e difesa (ormai non più ibride). Perciò abbiamo fornito sei miliardi di euro di missili Patriot e altre armi all’Ucraina allo stesso modo con cui M5S e Lega per gestire il Covid nelle scuole comprarono centinaia di migliaia di tavoli a rotelle completamente inutili. D’accordo che Ursula von der Leyen non è come i cancellieri Merkel o Schroeder, né come Jacques Chirac, i veri architetti del disastro europeo di fronte al nuovo nazionalismo russo.
Oggi i finanziamenti europei (Ukraine Support Loan) sono di ben 90 miliardi, 45 nel 2026 e altrettanti nel 2027. Di questi 60 miliardi sono destinati alla difesa di Kiev e alla sua industria militare. Gli altri 30 miliardi andranno allo Stato e al welfare.
Se pensiamo che persino i “guerrafondai” statunitensi sono a corto di munizioni tradizionali (aerei, bombe etc.) nel loro Iran attacks, capiremo che oggi le guerre si vincono col dominio della tecnologia militare e della capacità produttiva. Ovviamente immaginiamo che l’Occidente abbia già i sistemi Hpm, e non li metta in campo in Ucraina o Iran per non fornire informazioni al “nemico”.
Al contrario la Cina ha ben messo in mostra lo scorso autunno - nella sfilata di piazza Tienanmen - i suoi laser e l’Hpm Hurricane 3000 dell’industria statale Norinco, che ha un campo di azione di max 3 chilometri e può “friggere” centinaia di droni. Ma c’è anche l’Hpm FK-4000, evoluzione dell’H 3000, i cui dati non sono stati diffusi. La Cina al momento è leader mondiale in questa tecnologia (sempre sperando che l’Occidente stia invece occultando le sue neo-armi).
In effetti gli Stati Uniti, riporta l’analista Elio Calcagno dell’Istituto Affari Internazionali, hanno il progetto Leonidas, che è un’arma Hpm per il settore navale. Sempre negli Usa, vi è anche il progetto Thor, sviluppato dall’Air Force Research Laboratory (AFRL) per la difesa da sciami di droni. Si noti che i sistemi Hpm - a differenza dei laser che colpiscono un drone (o altro) alla volta - colpiscono in un solo “colpo” un intero sciame di droni.
In Europa i più evoluti sono i franco-inglesi di Thales (Leonardo ha battuto un colpo contro gli Houthi, neutralizzando i loro droni col “cannone” Vulcano) col progetto Hpm Rapid Destroyer. Ma il prototipo sembra essere molto indietro rispetto ai sistemi cinesi.
FUSIONE NUCLEARE: LA CINA È LONTANA (MA GLI STATI UNITI NON STANNO A GUARDARE, L’EUROPA SÌ)
Mentre in Italia ascolto i nuovi preti della ditta Bonelli&Fratoianni ululano contro il nucleare, la Cina ha già creato un magnete superconduttore da 582 tonnellate per il reattore BEST, che potrebbe dare a Xi Jiping il Sacro Graal e l’obiettivo supremo di poter produrre elettricità grazie alla fusione nucleare (energia senza scorie) entro il 2030. Sarebbe come l’invenzione della ruota o del fuoco o delle armi da sparo, e scusate se è poco. Se il progetto riuscirà, Pechino avrà la fonte energetica definitiva, e sarà come l’Arabia Felix del dopoguerra. Il magnete è stato realizzato nell’Istituto di Fisica del Plasma di Hefei. Produrrà plasma scaldato a oltre 100 milioni di gradi Celsius (più del nucleo solare). Siccome nessuna materia può contenere plasma a quella temperatura, il plasma viene tenuto in sospensione grazie all’elettromagnetismo. Il nucleare a fusione potrebbe dare alla Cina il dominio geopolitico mondiale?
Non è detto, ma di sicuro - come scrive Fabio Lugano su Scenari economici.it - “La strategia cinese si distingue da quella occidentale per la velocità di esecuzione industriale”. Parliamo di soltanto tre anni di attesa per il primo test, che sarà molto probante. “L’unico progetto occidentale avanzato che potrebbe anticipare i cinesi è quello di Commonwealth Fusion negli Usa”. La Commonwealth Fusion Systems è un'azienda privata statunitense sviluppata dall’università MIT di Boston. Anche il progetto statunitense si basa su reattori a fusione nucleare basati su tecnologia tokamak e magneti superconduttori ad alta temperatura. Il punto è la creazione di campi magnetici capaci di tenere in sospensione il plasma.
Pechino cercherà di fare come è già avvenuto per il solare e le batterie al litio: mega investimenti pubblici; pianificazione di ampio raggio (pensiamo alla pianificazione in Italia…); monopolio della tecnologia. Un bel problema per l’Europa: Usa o Cina saranno le uniche opzioni di sottomissione nel futuro? Aggiunge Lugano: “Chi dominerà la tecnologia della fusione non venderà soltanto reattori, ma detterà i costi di produzione di qualsiasi manufatto sul mercato globale”. Calcolando la crescita della domanda dovuta alla AI, non c’è da scherzare né da perdere tempo in iperburocrazie e “torpore normativo”.
Aggiornato il 27 agosto 2026 alle ore 10:02
