Suppletive a Makerfield: ecco il redde rationem

A volte la storia si decide nei palazzi del potere. Oggi si decide a Makerfield, un collegio elettorale della Greater Manchester. Le elezioni suppletive nel nord-ovest dell’Inghilterra potrebbero accelerare il redde rationem all’interno del partito laburista. La sfida è tra Andy Burnham, sindaco di Manchester e figura di riferimento della sinistra inglese, e Robert Kenyon di Reform Uk, il partito conservatore di Nigel Farage. I sondaggi danno in vantaggio il candidato di sinistra per una forbice fra i 3 e i 12 punti percentuali. Non è un segreto che il ritorno alla House of commons di Burnham significherebbe la fine virtuale del governo di Keir Starmer. Molti ministri e deputati della maggioranza spingono per un cambio di vertice sia nel partito laburista sia al governo, ma la popolarità di Reform Uk è in crescita. L’esito di queste suppletive – si vota dalle sette di mattina fino alle 22 di stasera – è tutt’altro che scontato.

Sir Keir Starmer, in zona Cesarini, ha tentato di disinnescare lo scontro. Intervenendo dai lavori del G7 di Evian, Starmer ha invitato Burnham a evitare una battaglia interna che ha definito “negativa” per il Paese. Parallelamente, però, gli ha aperto la porta dell’esecutivo, prospettandogli un “importante ruolodi governo. Una mossa interpretata da molti analisti come il tentativo di guadagnare tempo di fronte a una contestazione ormai sempre più difficile da contenere. “Spero che vinca l’elezione suppletiva. Sarà una risorsa formidabile per il nostro partito e per il Paese”, ha dichiarato Starmer, accompagnando l’elogio con l’offerta di un posto nel governo. Un’apertura che evidenzia la crescente vulnerabilità del premier, il quale appare in difficoltà anche nei sondaggi interni tra gli iscritti laburisti, dove Burnham gode di un consenso nettamente superiore.

Per il primo ministro, una volta conclusa la suppletiva, il Labour dovrebbe concentrare le proprie energie sull’elezione del nuovo sindaco metropolitano della Greater Manchester, incarico che Burnham lascerebbe vacante in caso di elezione a Westminster. Un richiamo all’unità che, tuttavia, potrebbe servire veramente a poco. A rendere ancora più delicata la posizione del premier contribuiscono anche le recenti dimissioni del ministro della Difesa John Healey e del suo vice Al Carns, maturate dopo le polemiche sulle mancate promesse relative all’aumento delle spese per il riarmo. Un ulteriore colpo per Starmer, mentre Burnham continua a presentarsi come il promotore di un cambio di leadership e di una nuova linea politica orientata più nettamente a sinistra.

Aggiornato il 18 giugno 2026 alle ore 10:56