La spesa per il superbonus ammonta a 174 miliardi. Nel 2023 i miliardi spesi furono 83. Quell’anno il Pil italiano raggiunse i 2085 miliardi, con una crescita depurata dall’inflazione dell’1 per cento rispetto al 2022. Nel 2022 il Pil fu di 1909 miliardi. Nominalmente, la crescita fu del 9 per cento. Gli otto punti di differenza sono inflazione. Le famiglie quell’anno hanno perso uno stipendio a testa.
IL BONUS CRUNCH
Il contributo al 110 per cento è stato dannoso. È stato una delle cause della fiammata inflattiva. Relativamente poche famiglie hanno ristrutturato la propria casa a spese di tutti. Gli altri hanno pagato a caro prezzo la crescita apparente dell’1 per cento. Di fatto, il superbonus è servito a “comprare” dati economici per fare comunicati stampa e ha scassato i conti degli italiani.
LA COLPA NON È SOLO DEI CINQUE STELLE
Il Sole 24 Ore, a firma di Carlo Fortis, ha prodotto un’analisi economica sull’incidenza della spesa pubblica sull’economia nazionale. Nel 2026 essa pesa per il 50,6 per cento del nostro prodotto. Siamo il Paese più collettivista d’Europa. L’opposizione in Parlamento dice che il governo è ultraliberista. Una risata dovrebbe seppellirli.
PERCHÉ NON FUNZIONA LA SPESA PUBBLICA?
Troppa spesa pubblica ammazza la gente. Stato e Regioni sprecano le tasse. L’Unione Europea col Pnrr e altro ci ha fornito circa settanta miliardi gratis, ma altrettanti li dovremo ripagare come debito. Nonostante finanza straordinaria per ottanta miliardi l’anno, dal Covid ad oggi, l’Italia ha ritmi di crescita da prefisso telefonico del nord. In Sicilia i prefissi cominciano per 0,9. Irraggiungibili.
DA QUANTO TEMPO PERDIAMO RICCHEZZA?
Sono trent’anni che perdiamo ricchezza. A parte Draghi, i governi regionali e nazionali, hanno finanziato trucchi economici mentre sprecavano i soldi del ceto medio. Chi ha governato, ha svenduto e svende industria, servizi strategici e monopoli nazionali. Arricchiamo con i nostri soldi società francesi, olandesi, spagnole, tedesche, cinesi, indiane, arabe, turche e anche coreane.
C’È UNA SPESA MIGLIORE E UNA PEGGIORE?
La filosofia di spesa in costante aumento dovrebbe essere un crimine. La spesa pubblica al 50,6 per cento del Pil non è sostenibile: produce inflazione, droga il mercato, dà fatturato a chi spende peggio. Altra conseguenza dello spreco sono i tagli ingiustificati a previdenza, assistenza sanitaria, formazione, libertà economica privata. Abnorme.
LA SECONDA REPUBBLICA BATTE LA PRIMA IN FATTO DI SPRECO
Nel 1994 il debito arrivò al 121 per cento. Gridammo allo scandalo. Fu decapitata per questo un’intera classe politica. Oggi il debito/Pil è attorno al 140 per cento, dopo aver toccato il massimo del 155 per cento nel 2020. Fino al 1992 alcuni esponenti liberali, socialisti e repubblicani gridarono al rischio dell’eccesso di debito, oggi c’è l’unanimità verso lo spreco.
IL TOTALITARIO PARTITO DELLA SPESA
Tutti i partiti in Parlamento tifano per la spesa inutile. Anche una politica socialdemocratica vera condanna chi spreca le tasse di operai e impiegati per opere inutili, con prezzi doppi rispetto agli altri Paesi europei. I partiti attuali divorano il reddito delle famiglie.
COMPRENDERE PER SALVARSI
Un’offerta politica liberale e davvero socialdemocratica si basa sull’uso corretto dei soldi. Il massacro tributario che presiede allo spreco viene ricondotto a Keynes, Marx, la dottrina sociale della Chiesa. Ma Keynes non ha mai invitato allo spreco; Marx non capiva di economia; la dottrina sociale della Chiesa non deve far quadrare i conti. Aggiungiamo che la disinformazione russa tifa per la povertà italiana e due partiti di maggioranza e due di opposizione sono al servizio di Mosca. Dobbiamo comprendere per salvarci.
COSA FARE?
Occorre un’aggregazione tra veri europeisti, liberali e socialdemocratici alle prossime elezioni. La famiglia Berlusconi e altri imprenditori e finanziatori potrebbero intervenire perché si realizzi. Qualsiasi attività economica sana è a rischio di implosione sistemica a causa delle politiche di spreco. Aggregare liberali e socialdemocratici veri può farci superare l’emergenza. Servono personalità serie e capaci di questo Paese, invece delle sanguisughe attuali. Le sanguisughe non curano, ammazzano.
Aggiornato il 15 maggio 2026 alle ore 12:25
