Non è solo l’Europa. Anche il lontano Est vive conflitti ancora limitati ma che possono degenerare.
La febbre della ricostituzione dei blocchi militari, vero esito delle teorie bislacche sul mondo multipolare, ha preso anche lì.
India e Pakistan hanno conosciuto l’ennesimo scontro sul Kashmir, ora Thailandia e Cambogia si scambiano cannonate al confine, per la seconda volta in pochi anni. La zona è quella dell’ex Triangolo d’Oro ora, secondo molti, orfano della coltivazione del papavero da oppio. Da cosa dipendono quelle cannonate? A leggere le analisi degli esperti, la ragione è la stagione turistica più povera del solito. Reazione italica: ah, ok. Allora non si può più andare in vacanza in Thailandia.
Ancora più a est c’è la questione di Taiwan. I cinesi la considerano Cina. Gli Usa hanno assicurato sostegno alla Cina nazionalista, ridotta alla sola isola nel Pacifico. Ma anche nei confronti di Taiwan gli Usa pretendono di applicare la dottrina “difesa a tassametro”. Tu paghi, io ti difendo. Tra i pagamenti che pretende l’Amministrazione americana c’è il trasferimento dell’industria dei chip negli States. Ovviamente, se si dovesse realizzare il progetto, l’utilità della difesa di Taiwan finirebbe e i cinesi avrebbero mano libera.
Le logiche del mondo con Xi, Trump, Putin, che possiamo chiamare il fattore XTP, sono tornate ad essere quelle del mercantilismo sette-ottocentesco. Niente a che vedere con il libero mercato, la globalizzazione, la società aperta. Si tratta del mercato regolato da gilde. Leggi interne di corporazioni che valgono erga omnes sulla base della forza armata e, in alcuni casi, bruta.
Se cambiamo prospettiva e mettiamo gli occhiali del mercantilismo, tutto diventa più chiaro. E pericoloso. Il mercantilismo era basato sul possesso di porti strategici per i quali le potenze si combattevano a cannonate. Talvolta con guerre aperte. Il mercantilismo XTP si accompagna alla pirateria, alla rinascita di aree senza legge dedite al contrabbando, bande militari, come insegnano i massacri che coinvolgono Tanzania, Nigeria, Sudan, fino alle coste mediterranee da dove partono i migranti. Le guerre in Medio Oriente hanno la stessa matrice. La Transnistria è un fuoco che può esplodere, se la Russia dovesse avere mano libera.
Cosa frena la involuzione mondiale?
La libera cooperazione individuale. Il desiderio di vivere tranquilli.
Ci sono critiche feroci all’Europa comunitaria. Eppure, viaggiare attraverso una trentina di Paesi con la stessa moneta e le stesse regole, piace a tutti. La Brexit ha pochi estimatori anche in Uk. La libertà commerciale regolata piace. Il ritorno al commercio mondiale difeso da squadre navali armate non piace a nessuno.
La nascita di una federazione europea, ben diversa dall’attuale Comunità di cooperazione, serve a garantire al mondo di evitare la truffa del mercantilismo XTP.
Esso è la versione per bulli degli equilibri internazionali. Impoverisce tutti.
Certo, per avere il risultato occorre cambiare atteggiamento.
Ieri ho partecipato a un dibattito sui trasporti. I relatori hanno proposto lamenti. Una sola proposta di soluzione. I relatori hanno continuato a esprimere lamenti. Il lamento è più comodo per chi non ha idee o coraggio. I lamenti inerti giocano a favore della violenza e della distruzione della ricchezza.
Chi preferisce la morte pur di nutrirci di soli lamenti? Nessuno, spero.
L’alternativa al lamento sterile è l’Europa federale.
L’alternativa strategica è il mercantilismo XTP armato contrapposto alla libertà familiare, individuale, creativa.
L’Europa federale serve a fermare la corsa dei dittatori e dei mercantilisti del mondo.
Dobbiamo combattere il fattore XTP.
Aggiornato il 12 dicembre 2025 alle ore 11:18
