L’Italia non è uscita dalla procedura europea di infrazione per deficit eccessivo. Colpa di Bruxelles o incapacità di governo? L’ex ministro Carlo Cottarelli da Bruno Vespa ha spiegato che non è grave, specie se lo sforamento è dello 0,1 per cento. Il problema resta il debito cumulato di tremilanovanta miliardi e la crescita al palo (0,5 per cento).
LA ZAVORRA DEL BONUS 110 PER CENTO
Il Bonus edilizia studiato dal Conte I e realizzato dal Conte II. Da allora sono passati cinque anni. Ha devastato i conti pubblici. È diventato un debito strutturale che ci porteremo addosso per anni. Ne abbiamo anche un altro che si chiama Pnrr. Duecento miliardi ridotti a centoventi da restituire a rate. Queste spese mal fatte testimoniano che viviamo sempre sopra le nostre capacità.
PERCHÉ SPRECHIAMO DENARO?
In Italia si insegna un Keynes deformato. L’acceleratore K di Keynes è una costante che lo studioso definì per spiegare che un investimento produce più della spesa in capitale. Keynes disse che quella quota di guadagno può essere ottenuta anche dalla spesa pubblica, nei momenti di crisi. Il Keynes tradotto dai marxisti ha prodotto la mostruosità dell’idea che se lo Stato spende, l’economia cresce. La verità è che i soldi sprecati sono debito.
QUANTO SPENDE LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE?
La Pubblica Amministrazione spende oltre mille miliardi di euro. Trecento miliardi sono spreco. Trecento miliardi di niente, anzi di peggio. Non solo non producono ma diseducano imprese e cittadini. Perché rischiare se si possono avere soldi gratis?
TRECENTO MILIARDI DI SPRECHI CALCOLATI COME
L’ex ministro liberale Raffaele Costa, anni ’90 del ’900, denunciò gli sprechi statali. Cottarelli fu incaricato dal governo Renzi di gestire un’autorità anti spreco. Quell’autorità diventò presto inutile. I dati restano. Su base comparativa, sappiamo che per costruire ferrovie e strade, l’Italia spende il doppio della Spagna. Non vogliamo infierire, consideriamo che lo spreco valga il 30 per cento della spesa pubblica: trecento miliardi, appunto.
E GLI AIUTI MILIARI? E LA SANITÀ?
La disinformazione russa e gli agenti italiani dicono che abbiamo mancato l’obiettivo a causa degli aiuti militari all’Ucraina. È una menzogna. A Kyiv mandiamo 12 euro a testa: otto caffè. La sanità? No, nemmeno quella. L’Italia spende la metà di quanto spendono Francia e Germania. Agli ospedali pubblici va meno della metà del budget per i ricoveri. Lì non c’è nulla da tagliare, c’è da spendere meglio.
MILLEDUECENTO EURO AL MESE A FAMIGLIA
Trecento miliardi significano un prelievo o un furto a carico di ogni famiglia di contribuenti veri di quindicimila euro. Le famiglie con reddito da cinquantamila euro sono quelle che pagano veramente le tasse. Ad ognuna mancano dal portafoglio milleduecento euro ogni mese perché la Pubblica Amministrazione se li prende per buttarli al vento. Chi ruba, chi spreca, chi fa cose totalmente inutili: strade che non vanno da nessuna parte, fogne senza depuratori o viceversa, ospedali che non aprono, una quarantina di carceri costruite e mai aperte, un terzo delle dighe inutilizzate.
LA PACE DEI CONTI PUBBLICI
La pace è globalizzazione. La guerra è frazionamento. Le sirene russe, infami e traditrici dei nostri interessi, raccontano bugie. Secondo le fonti russe, il deficit eccessivo dipenderebbe dai dodici euro di sostegno italiano all’Ucraina. Nessuno di loro parla dei quindicimila euro per famiglia contribuente sequestrati per bonus edilizi, Pnrr mal speso, migliaia di opere e acquisti inutili, consulenze buttate, autorità che proteggono monopoli, tariffe inventate per sprecare denaro anche attraverso viaggi aerei, elettricità, acqua, gas, benzina, strade, parcheggi, monumenti, persino le spiagge. Se vogliamo la pace, dobbiamo sconfiggere gli sprechi. Qualcuno è preoccupato dai costi della difesa. Se spendessimo meno di un decimo di quello che sprechiamo per difenderci, resterebbero duecentosettanta miliardi da lasciare a famiglie e imprese per restituire crescita economica a tutti noi.
Aggiornato il 24 aprile 2026 alle ore 10:57
