Venezia 83, il cinema si interroga sul presente
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Dal dramma familiare alla guerra, fino all’Intelligenza artificiale: la nona giornata della Mostra del cinema di Venezia mette in scena un cinema inquieto e ancora capace di sperimentare. Una giornata attraversata da famiglie in crisi, ferite della Storia, nuovi linguaggi e domande sul futuro del cinema. Il 10 settembre, nona giornata dell’83ª edizione del festival, il Lido ha offerto un programma fitto, nel quale il grande schermo è tornato a confrontarsi senza troppe cautele con il presente. Tra i titoli in Concorso a Venezia 83 si segnala Un peu avant minuit di Nicolas Pariser, un racconto intimo interpretato da Melvil Poupaud e Chiara Mastroianni. Al centro figura un uomo alle prese con una separazione e con la morte del padre biologico mai conosciuto: memoria, relazioni e fragilità maschile si intrecciano in un cinema di parola che guarda alla grande tradizione francese. Di tutt’altro peso politico è Naza, documentario di Yuval Abraham e Rachel Szor dedicato alla guerra a Gaza e ai meccanismi che stanno dietro alle operazioni militari israeliane. Un film destinato inevitabilmente ad alimentare il confronto su uno dei temi più drammatici e divisivi dell’attualità internazionale.

Fuori Concorso, riflettori italiani su Scherzetto di Mario Martone, tratto dal romanzo di Domenico Starnone, con Toni Servillo protagonista di un duello domestico tra un nonno e il nipote di cinque anni. Nella stessa giornata spazio anche a Peccato di Valerio Vestoso con Emanuela Fanelli e al documentario Be brave di Francesco Carrozzini, dedicato a Renzo Rosso. Quest’ultimo ha acceso una delle discussioni più contemporanee della Mostra: l’impiego dell’Intelligenza artificiale nella creazione cinematografica, utilizzata per ricostruire immagini e momenti del passato mai filmati. E proprio il rapporto tra tecnologia e creatività sembra essere uno dei fili sotterranei di questa Venezia. La Mostra sceglie di osservare l’Ai da vicino, considerandola un territorio da esplorare più che una porta da chiudere. La serata ha avuto infine il volto di Serena Rossi, premiata con il Campari Passion for Film Award prima della proiezione di Scherzetto. Intanto, tra Orizzonti, cortometraggi, incontri e appuntamenti diffusi dal Lido a San Servolo, Venezia ha confermato la propria natura: non soltanto passerella, ma laboratorio nel quale il cinema prova ancora a capire il mondo mentre cambia.

Aggiornato il 11 settembre 2026 alle ore 16:15