Karl Delsseroth, Peter Hegemann e Georg Nagel si sono aggiudicati il Premio Nobel per la Medicina 2026. I tre scienziati hanno gettato le basi dell’optogenetica, la disciplina che combina genetica e ottica per studiare il comprotamento delle cellule. L’americano Deisseroth e i tedeschi Hegemann e Nagel hanno vinto congiuntamente “per le loro scoperte relative ai canali ionici attivati dalla luce e all’optogenetica”, si legge nella motivazione del premio. In particolare le loro ricerche hanno gettato le basi per controllare i segnali nervosi con la luce. Le loro scoperte e i loro esperimenti hanno reso possibile studiare il cervello con un grandissimo dettaglio, fino a poter accendere o spegnere l’attività di singole cellule nervose in un cervello vivente. Questo metodo viene ora utilizzato in laboratori di tutto il mondo per capire in che modo il cervello organizza emozioni e ricordi. Hegemann e Nagel hanno aperto la strada a queste ricerche con la scoperta della proteina chiama canalerodopsina che, se viene introdotta nelle cellule, le rende sensibili alla luce. In seguito, l’americano Deisseroth ha trasferito il gene della canalerodopsina nelle cellule nervose di ratti e, illuminandole con luce blu, è riuscito a far partire un segnale nervoso. In altri esperimenti questo speciale interruttore dalla luce ha permesso di controllare le cellule nervose nel cervello di topi vivi.
La strada che in pochi anni ha rivoluzionato lo studio del cervello ha avuto inizio dalla botanica e della biochimica. Georg Nagel, 73 anni, è biologo e biofisico. Nato nel 1953 a Weingarten, si è laureato all’Università di Costanza e nel 1988 ha conseguito il dottorato all’Università di Francoforte, presso l’Istituto Max Planck di Biofisica. In precedenza aveva lavorato per un periodo negli Stati Uniti, fra l’Università di Yale e la Rockefeller University. Dal 1992 al 2004 ha diretto un gruppo di ricerca nel dipartimento di Chimica Biofisica dell’Istituto Max Planck di Biofisica a Francoforte e dal 2004 è professore all’Università di Würzburg, inizialmente presso il Dipartimento di Fisiologia vegetale molecolare e Biofisica, e dal 2019 presso il Dipartimento di Neurofisiologia. Peter Hegemann ha 72 anni. Nato a Münster nel 1954, è cresciuto ad Aquisgrana e, dopo un periodo di studi umanistici all’età di 21 anni si è iscritto all’Università di Münster per studiare chimica e in seguito è passato alla biochimica, alla Libera Università di Monaco. Dopo la laurea ha conseguito il dottorato all’ Istituto Max Planck di biochimica e poi ha trascorso un periodo di lavoro negli Usa, quindi è tornato in Germania, prima all’Istituto Max Planck di Biochimica, dal 1993 all’Università di Regensburg come professore e dal 2004 è professore di Biochimica sperimentale all’Università Humboldt di Berlino. L’americano Karl Deisseroth, 55 anni, si è laureato in Biochimica all’l’Università di Harvard nel 1992 poi ha conseguito il dottorato in Neuroscienze all’Università di Stanford, dove dal 2004 dirige il suo laboratorio.
Aggiornato il 05 ottobre 2026 alle ore 14:33
