Emirati-Italia: la prima Conferenza sugli studi religiosi
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Andare oltre le differenze culturali e religiose. È questo l’obiettivo del ponte accademico tra Emirati Arabi Uniti e Italia. I due Paesi si stanno impegnando per affrontare, attraverso la ricerca scientifica, una delle grandi questioni del nostro tempo: la possibilità di riconoscere un’umanità comuni, con un’attenzione specifica alle trasformazioni della società contemporanea. È in questo solco che si inserisce la prima Conferenza internazionale sugli studi religiosi della Mohamed Bin Zayed University for Humanities (Mbzuh) di Abu Dhabi, in programma il 2 e 3 ottobre prossimi e organizzata in collaborazione con l’Università degli Studi di Padova e l’Università del Piemonte Orientale.

“Religione e Umanità Condivisa: approcci contemporanei alla Teologia e agli Studi Religiosi” è il titolo della conferenza che riunirà ricercatori e accademici provenienti da cinque continenti, insieme a studiosi di rilievo internazionale per un confronto sulle nuove prospettive degli studi religiosi e sulle relazioni tra religione, cultura, società e valori condivisi. La Conferenza sarà inaugurata il 2 ottobre alle 9 presso la Sala delle edicole dell’Università di Padova, mentre i lavori proseguiranno presso l’aula magna dell’ateneo, dove si svolgerà anche la conclusione ufficiale dell’evento.

RETTORI A CONFRONTO E RELATORI DAL MONDO

La Conferenza ospiterà esponenti del mondo accademico internazionale: studiosi autorevoli, espressione di diverse tradizioni di ricerca. A dare il benvenuto ai relatori e agli ospiti provenienti da tutto il mondo saranno i rettori delle università promotrici: la professoressa Daniela Mapelli, rettore dell’Università degli Studi di Padova; il professor Menico Rizzi, rettore dell’Università del Piemonte Orientale e il dottor Khalifa Mubarak Al Dhaheri, rettore della Mohamed Bin Zayed University for Humanities di Abu Dhabi. L’incontro inaugurale sarà moderato dalla dottoressa Mounya Allali, advisor dell’Università del Piemonte Orientale per i rapporti con il mondo arabo e coordinatrice dell’International master in Religion, politics and global society (Imrpgs).

Ai saluti dei partner accademici prenderanno parte il professor Stefano Allievi dell’Università degli Studi di Padova, direttore del Master internazionale in Religione, politica e società globale; il professor Enzo Pace, professore ordinario di Sociologia generale presso la facoltà di Scienze politiche dell’Università di Padova; il professor Mohammed Khalid Brandalise Rhazzali dell’Università degli Studi di Padova; il professor Antonio Angelucci dell’Università degli Studi dell’Insubria, direttore del Centro interuniversitario di ricerca Fidr (Forum internazionale democrazia e religioni) e i coordinatori della rete internazionale PriMED, il professor Roberto Mazzola dell’Università del Piemonte Orientale e il professor Abdellatif Kidani dell’Università Mohammed V di Rabat. A seguire, una tavola rotonda dedicata allo scambio di tesi e ricerche tra alcuni studiosi di grande rilievo. Tra i relatori, il professor Ridwan Al-Sayyid e il professor Mohammed Al-Azizi della Mohamed Bin Zayed University for Humanities di Abu Dhabi; il professor Patrice Brodeur dell’Università di Montréal (Canada); la professoressa Lourdes Rubio-Rico e la ricercatrice Sílvia Monserrate-Gómez dell’Universitat Rovira i Virgili di Tarragona (Spagna).

La partecipazione alla Conferenza di così tanti studiosi e ricercatori rafforzerà la vocazione internazionale dell’appuntamento. L’obbiettivo è quello di costruire un confronto interdisciplinare fra teologia, studi religiosi e scienze umane. Con il focus sulle nuove domande che queste materie pongono alla ricerca. E tra queste, avrà ampio spazio il concetto di “umanità condivisa”: un’idea che non cancella le differenze, ma le trasforma in un terreno di conoscenza e confronto. La scelta dell’Italia come sede della prima conferenza internazionale della Mbzuh sugli studi religiosi, infine, rappresenta un momento significativo nel rapporto tra Emirati e accademia italiana. La ricerca diventa uno spazio di incontro e incentivo alla pace, in un mondo sempre più dilaniato dall’odio e dai conflitti: per valorizzare, comprendere e riconoscere ciò che può unire persone, culture e tradizioni.

Aggiornato il 29 settembre 2026 alle ore 14:06