Nasce il nuovo sportello nazionale di ascolto e tutela legale: parla Francesca Della Valle
L’Associazione Labirinto 14 luglio, fondata e presieduta dalla giornalista Francesca Della Valle, rappresenta oggi un punto di riferimento fondamentale nella tutela dei diritti delle persone più fragili e delle loro famiglie. Nata in memoria del compianto compagno Lando Buzzanca, l’associazione combatte da anni contro le derive applicative della Legge 6/2004 sull’amministrazione di sostegno.
In questa intervista ripercorriamo il percorso di impegno civile dell’associazione, le difficoltà incontrate e le prospettive future, culminate nella recente e strategica alleanza con Adusbef e con il leader di Italia Domani, Marco Rizzo, per l’apertura del nuovo sportello di ascolto e tutela legale.
Dottoressa Della Valle, Labirinto 14 luglio è nata come un faro di resistenza e giustizia. Qual è il bilancio di questi anni di attività e quanto è difficile oggi dare voce a chi è stato privato della propria libertà?
Il bilancio è un urlo di dolore che portiamo avanti ogni giorno, ma anche l’orgoglio di non aver mai chinato la testa.
Labirinto 14 Luglio è nata dalle ceneri di una tragedia, quella del mio amato Lando, un uomo straordinario che è stato letteralmente privato della sua dignità e della sua vita in nome di una legge applicata in modo aberrante e solo per interessi patrimoniali.
Questa associazione è la mia promessa a lui e a tutte le anime invisibili che stanno subendo lo stesso calvario. Dare voce a chi è recluso, isolato e spogliato dei propri diritti fondamentali è una lotta titanica. Ti scontri contro un muro di gomma, contro un’indifferenza burocratica che fa accapponare la pelle, dove gli esseri umani diventano numeri da gestire, ma la rabbia e l’amore che ci muovono sono infinitamente più forti delle loro sbarre di carta.
La vostra denuncia ha rotto un muro di silenzio istituzionale, scontrandosi a volte con una narrazione mediatica speculativa. Quali sono gli ostacoli più grandi che avete dovuto superare per far emergere la verità?
Abbiamo dovuto camminare nel fango di una certa stampa sciacalla e speculativa, che ha preferito il gossip becero e i titoloni scandalistici alla sacrosanta verità dei fatti. L’ostacolo più grande è stato proprio questo: scardinare il pregiudizio e il silenzio complice delle istituzioni. Quando provi a toccare certi centri di potere e a denunciare le distorsioni dei tribunali, provano a isolarti, a farti passare per “pazza” o per “mossa” da interessi personali, ma io ho le carte in mano. Abbiamo la verità, cruda e inattaccabile. Abbiamo superato la gogna mediatica rimanendo fermi sulla realtà dei fatti, denunciando senza sconti chi si nasconde dietro un timbro per distruggere le famiglie. La verità non si processa e non si ferma.
L’associazione si batte da tempo contro le distorsioni e le derive applicative della Legge 6/2004. Quali sono le criticità principali che emergono dalle centinaia di segnalazioni ricevute da tutta Italia?
Quello che leggo nelle centinaia di mail che ci arrivano, da ogni angolo d’Italia è un bollettino di guerra. La Legge 6/2004, nata sulla carta per “sostenere” è diventata, in troppi casi, uno strumento di tortura legale, una vera e propria morte civile, anzi un “progetto di morte” reale.
Le criticità sono agghiaccianti: anziani e disabili segregati in strutture contro la loro volontà, a cui viene vietato di vedere i propri figli o i partner storici; amministratori di sostegno estranei che depredano e gestiscono patrimoni senza dare conto a nessuno; giudici tutelari che non ascoltano i beneficiari, considerandoli scatole vuote.
Questa non è protezione, questa è l’eliminazione dell’identità umana. Stanno cancellando l’autodeterminazione delle persone e noi questo scempio non lo tollereremo più.
Guardando al futuro immediato, l’associazione compie un ulteriore passo avanti con la nascita dello sportello nazionale di ascolto e tutela. Come funzionerà concretamente questo servizio per le famiglie in difficoltà?
Questo sportello sarà una trincea. Sarà lo scudo che le famiglie non hanno mai avuto. Non vogliamo più solo denunciare a disastro avvenuto, vogliamo bloccare le ingiustizie sul nascere.
Concretamente, sarà un punto di primo soccorso, attivo a livello nazionale. Le famiglie disperate che si vedono strappare un caro o sequestrare un conto corrente troveranno un’équipe di legali e professionisti coraggiosi, pronti a intervenire subito, a fare istanze, a monitorare l'operato di amministratori opachi e a pretendere giustizia.
Nessuno sarà più lasciato solo a piangere dietro una porta sbarrata. Noi ci saremo, fisicamente e legalmente.
Questa importante fase di crescita si arricchisce oggi di una forte alleanza strategica, sancita dal comunicato congiunto con Adusbef e Marco Rizzo di Italia Domani. Cosa rappresenta questo sodalizio per il futuro delle vostre battaglie?
Rappresenta la fine della ricreazione per chi ha speculato finora sulla pelle dei più deboli. Questo accordo strategico è una dichiarazione di guerra al sistema delle derive dell’amministrazione di sostegno.
Unire la nostra forza e il nostro cuore all’esperienza storica legale di Adusbef nella tutela dei cittadini, e alla determinazione politica, senza peli sulla lingua, di Marco Rizzo e Italia Domani, ci rende una macchina inarrestabile.
Non siamo più una voce isolata che grida nel deserto: ora siamo una coalizione sociale e politica che pretende una legge sulla tutela immediata e radicale. Chi pensa di continuare a calpestare la dignità umana, protetto da un fascicolo giudiziario, ora deve iniziare a tremare: non ci fermeremo finché i diritti di ogni persona fragile non saranno pienamente ristabiliti.
Aggiornato il 15 settembre 2026 alle ore 15:16
