Medicina a Km 0

Con l’avanzare dell’età anche gli occhi vanno incontro a un naturale processo di invecchiamento. La vista può diventare meno nitida, aumentano le difficoltà nella lettura e nella guida notturna e cresce il rischio di sviluppare patologie oculari che, se non diagnosticate e curate tempestivamente, possono compromettere seriamente la qualità della vita. Oggi, però, grazie alla prevenzione e ai notevoli progressi della chirurgia oftalmologica, molte malattie possono essere trattate con ottimi risultati.

Ne abbiamo parlato con il professor Andrea Niuttaspecialista in Oftalmologiache sottolinea come la prevenzione rappresenti il primo e più importante strumento per preservare la salute degli occhi. “Molte patologie oculari dell'età avanzata – spiega il professor Niutta – sono inizialmente silenziose e non provocano sintomi. Per questo è fondamentale non aspettare che compaiano i disturbi, ma sottoporsi a controlli periodici”. 

Dopo i 60 anni è consigliabile effettuare una visita oculistica almeno una volta all'anno, anche in assenza di problemi visivi. Nei pazienti affetti da diabete, glaucoma, elevata miopia o con familiarità per malattie oculari, i controlli possono essere ancora più ravvicinati. Le principali patologie che interessano questa fascia di età sono la cataratta, il glaucoma, la degenerazione maculare legata all’età, il distacco del vitreo e il distacco della retina. Secondo il professor Niutta, anche lo stile di vita svolge un ruolo importante nella prevenzione. Un’alimentazione ricca di frutta, verdura e pesce e bere tanta acqua, il controllo della pressione arteriosa e della glicemia, l’abolizione del fumo, una regolare attività fisica e la protezione degli occhi dai raggi ultravioletti rappresentano abitudini preziose per mantenere una buona salute oculare.

Esistono inoltre sintomi che non devono mai essere ignorati. “Una perdita improvvisa della vista, la comparsa di un’ombra nel campo visivo, un aumento improvviso delle cosiddette mosche volanti o la presenza di lampi luminosi richiedono una valutazione oculistica urgente”, sottolinea il professore. Tra i fenomeni più frequenti con l'invecchiamento vi è il distacco del vitreo, una condizione generalmente fisiologica dovuta alla progressiva separazione del corpo vitreo dalla retina. Il paziente può notare miodesopsie, cioè piccoli puntini come moschine o filamenti mobili, e talvolta lampi di luce. Nella maggior parte dei casi è sufficiente un monitoraggio specialistico, ma è proprio in questa fase che una visita tempestiva diventa fondamentale, perché in una piccola percentuale di casi il vitreo può provocare una lacerazione retinica destinata a evolvere in un distacco della retina.

“Il distacco della retina rappresenta una vera emergenza oftalmologica”, evidenzia il professor Andrea Niutta. “Intervenire rapidamente significa aumentare in modo significativo le probabilità di recuperare la funzione visiva”. I sintomi caratteristici sono la comparsa improvvisa di numerose miodesopsie, lampi luminosi, una sorta di tenda scura che oscura parte del campo visivo oppure una perdita improvvisa della vista. In presenza di questi segnali è necessario rivolgersi immediatamente a un centro specialistico.

Oggi la chirurgia retinica dispone di tecniche sempre più efficaci e mini-invasive, come la vitrectomia, il cerchiaggio sclerale, il laser e la crioterapia, scelte in base alle caratteristiche della patologia. Il recupero visivo dipende dalla tempestività dell'intervento e dall'estensione del danno retinico. La cataratta resta comunque la patologia più frequente nella popolazione anziana. È causata dalla progressiva perdita di trasparenza del cristallino, che determina una visione sempre più offuscata, una maggiore sensibilità alla luce e difficoltà nelle attività quotidiane.

“Oggi l’intervento di cataratta è completamente diverso rispetto a quello di alcuni decenni fa”, spiega il professor Niutta. “Grazie alle microincisioni, alla facoemulsificazione e alle moderne lenti intraoculari possiamo ottenere risultati estremamente precisi, con un recupero molto rapido”.

Le lenti intraoculari vengono oggi personalizzate sulle caratteristiche del paziente. Oltre alle tradizionali lenti monofocali, sono disponibili lenti toriche per correggere l’astigmatismo e lenti multifocali o a profondità di fuoco estesa che, nei pazienti idonei, consentono di correggere contemporaneamente più difetti visivi, riducendo anche la dipendenza dagli occhiali. L’intervento dura generalmente pochi minuti, viene eseguito in anestesia locale ed è considerato tra le procedure chirurgiche più sicure. Nella maggior parte dei casi il miglioramento della vista è già evidente nelle prime 24-48 ore e il ritorno alle normali attività quotidiane avviene nell'arco di pochi giorni. 

Accanto alla cataratta, il professor Niutta richiama l’attenzione anche sul glaucoma e sulla degenerazione maculare legata all’età, due patologie che possono compromettere seriamente la vista ma che, se diagnosticate precocemente, possono essere controllate con maggiore efficacia. Da qui l’importanza di non trascurare mai le visite di controllo. La salute degli occhi è inoltre strettamente collegata alle condizioni generali dell'organismo. Diabete, ipertensione arteriosa e malattie cardiovascolari possono danneggiare la retina e influenzare l’esito delle cure. Anche per questo motivo la moderna oftalmologia lavora sempre più in stretta collaborazione con gli altri specialisti, gestendo con particolare attenzione i pazienti anziani e fragili. Negli ultimi anni la chirurgia oftalmologica ha compiuto passi da gigante grazie a tecnologie digitali, laser di ultima generazione e strumenti miniaturizzati che permettono interventi sempre più precisi, meno invasivi e con tempi di recupero ridotti. L’età, conclude il prof. Niutta, non rappresenta quasi mai un limite assoluto all’intervento: ciò che conta è lo stato di salute complessivo del paziente e un'attenta valutazione clinica.

La vista non deve essere considerata una vittima inevitabile dell’invecchiamento. La prevenzione, i controlli periodici e la tempestività nel riconoscere i primi sintomi consentono oggi di preservare la salute degli occhi e di mantenere una buona qualità della vita anche negli anni della maturità.

(*) Nella foto il professor Andrea Niutta (©Riproduzione riservata)

Aggiornato il 22 luglio 2026 alle ore 18:15