L’Italia non si ritira dalla resistenza europea
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En passant

La presidente Meloni ha dichiarato: “L’Italia non parteciperà alle esercitazioni dei volenterosi. Scelta in linea con il no ai soldati italiani in Ucraina”. Detta così, la dichiarazione dà l’impressione del distacco dell’Italia dai Paesi che guidano la resistenza dell’Europa alle minacce e all’ostilità della Russia. Conviene all’Italia rifiutarsi di partecipare alle esercitazioni militari degli alleati e amici, capeggiati da Francia e Inghilterra? La Gran Bretagna, con premier conservatore o con premier laburista, è sempre in prima fila in difesa della libertà e dunque adesso dell’Ucraina. L’unità sulla politica estera è inequivoca ed assoluta. Declamata quanto dimostrata con i fatti.

Non si comprende bene, invece, perché la decisione italiana di non partecipare alle esercitazioni dei “Volenterosi” debba essere considerata “in linea” con il ribadito rifiuto d’inviare soldati italiani in Ucraina, dal momento che le esercitazioni si faranno sul territorio della Ue, non già sul territorio ucraino. Ciò che avrebbe un profondo significato diverso e richiederebbe, imprescindibilmente, l’assenso del Parlamento. La posizione del Governo italiano, del tutto legittima così come comunicata, dovrà tuttavia essere meglio spiegata, perché all’apparenza risulterebbe una mossa piuttosto dettata da motivi elettorali che da un disegno di politica estera o semplicemente comunitaria. Pare ovvio che, in tempo di guerra seppur non dichiarata ma ibrida, nella quale tuttavia l’Italia è coinvolta suo malgrado a vario titolo, non dovrebbero trovare posto ragioni diverse da quelle strettamente ed esclusivamente connesse all’interesse e alla sicurezza nazionali.

L’umorismo sciocco sul contributo italiano di generatori all’Ucraina squalifica certi oppositori che non sanno contenersi neanche sulle cose gravi. La domanda seria, d’importanza decisiva, concerne l’indirizzo politico governativo. L’Italia sta forse allontanandosi irreparabilmente dall’Ue? La risposta, parimenti di decisiva importanza, deve rassicurare i volenterosi e i neghittosi. Il Governo Meloni ha conquistato la credibilità internazionale ancorandosi alla politica estera della Ue di sostegno indefettibile all’Ucraina aggredita e martoriata da Putin: la politica avallata e più volte confermata a viso aperto dal presidente Mattarella. Sarebbe un errore se l’indirizzo unitario del tandem Mattarella-Meloni desse anche soltanto l’impressione, benché errata, di divaricarsi o di perdere il vigore iniziale.

E poi basta con il chiamare “The Willing” i volenterosi dichiarati. Essi sono “The Resistance”, la Resistenza che va organizzandosi e rafforzandosi in difesa della libertà e dell’indipendenza dell’Ucraina per fermare il dispotismo asiatico che da Mosca protende gli artigli insanguinati con i quali dilaniare i popoli europei. Un’autocrazia che impera sulla più estesa e spopolata nazione del mondo muove nondimeno in armi alla conquista di altri territori altrui, oggi come ieri.

Aggiornato il 27 agosto 2026 alle ore 10:04