“La proprietà è sacra”: lo dice anche il titolo di un libro scritto dal liberale Guglielmo Piombini, edito nel 2001 da Edizioni Il Fenicottero e prefato dal mecenate Mauro Marabini (quest’ultimo venuto a mancare il 27 luglio scorso).
La proprietà è sacra. Ma la sinistra, sfascista del sacro e dei sudati averi degli italiani, ha sempre fatto l’occhiolino ai centri sociali e ai gruppi di estremisti che occupano immobili privati o pubblici per assegnarli, spesso dietro canoni occulti e illeciti, a persone di loro arbitraria scelta.
La proprietà è sacra. Ma per la sinistra, stando così le cose, no.
A Roma la nota questione del centro Spin Time ci dimostra plasticamente quanto i politici della sinistra post-socialista globalista e new age siano irrispettosi del sudore, del lavoro e delle fatiche che sono alla base delle proprietà della maggior parte dei cittadini. Oltre al danno da occupazioni abusive di immobili perpetrate dagli amici della sinistra, a Roma c’è una pericolosa beffa. Il sindaco Gualtieri vorrebbe acquistare lo spazio dove sorge lo Spin Time con i soldi pubblici.
Il palazzone romano dove nel rione Esquilino sorge lo Spin Time, già sede della direzione generale dell’Inpdap e destinatario di cartolarizzazioni del patrimonio pubblico, è di proprietà del fondo InvestiRe Sgr. Nel 2013 l’associazione Action Diritti in Movimento lo occupò illegalmente, occupando così ben 21 mila metri quadrati, su cui sono sorti appartamenti abusivi.
Il tribunale di Roma ha condannato il Viminale a pagare 21 milioni di euro per danni da mancato sgombero dello Spin Time, che era stato disposto a fine marzo 2020: quando a guidare il ministero degli interni era la Lamorgese, quando capo dell’esecutivo nazionale era Conte con il governo giallo-rosso.
Mentre a Roma ci sono altre 16.500 famiglie che attendono una casa popolare, 7 mila appartamenti occupati che sulle tasche dei cittadini costano 72 milioni di euro all’anno, cosa pensa di fare Gualtieri dopo lo spiacevole evento d’incendio del 29 luglio notte allo Spin Time? Gualtieri ha pensato di acquistarlo. Con i soldi di chi? Ovviamente con i soldi di chi lavora e paga tasse e imposte al Comune.
In più, in queste ore nell’opinione pubblica romana e nazionale si sta respirando un moralista ricatto a-morale che rilancia mediaticamente l’immagine delle tante persone rimaste senza un tetto sicuro: ciò serve alla sinistra per apparire quella moderna Robin Hood che non è e che non è mai stata. Tali moralismi mediatici servono soltanto a radunare le solite schiere di buonisti, ingenui e meno ingenui, con tanto di scrittori e artisti radicalchic annessi. Gli acchiappa-like della sinistra perbenista, che strizza l’occhio alla sinistra antagonista della manovalanza occupazionista.
Le abitazioni abusive dello Spin Time, inoltre, non erano adeguate a garantire dignità e sicurezza alle persone, e alcune delle attività socialmente utili che in quegli spazi venivano portate avanti – come i doposcuola – possono essere (più e meglio!) sostenuti in appositi spazi. In spazi più sani, come per esempio gli oratori.
Chi non sa che fine farà a livello abitativo, tuttavia, dovrebbe pensare a tutti coloro che regolarmente sono in lista d’attesa negli scarsi circuiti dell’edilizia popolare legale. Giustamente le persone presenti sul territorio romano reclamano risposte da parte del Comune. Tali risposte, però, anziché giungere in modo istituzionalmente opportuno, sono arrivate in maniera ideologica e irrispettosa dei cittadini onesti: quelli che pagano elevate tasse, imposte, spese, quelli che accendono mutui o finanziamenti bancari per acquistare abitazioni nella costosa capitale italiana.
Condivisibile appare la diffida al sindaco Gualtieri, formulata da Fratelli d’Italia sulla questione Spin Time Labs. Il sindaco è stato diffidato dal procedere con qualsiasi iniziativa finalizzata ad acquistare l’immobile, poiché quella sinistra operazione risulta confezionata senza il necessario coinvolgimento degli organi competenti. Tale operazione risulta instradata senza equilibrio e senza la necessaria trasparenza davanti all’Assemblea capitolina, nonché davanti a tutti coloro che vivono, studiano e lavorano a Roma.
Oltre ai paladini della falce e martello e dell’anarchia, in città ci sono alcuni preti che mitizzano le occupazioni: bisogna dire subito che tali preti sbagliano. Senza se e senza ma. Come pure sbagliano altri preti – seri e non cattocomunisti – che, pur essendo d’accordo con le nostre posizioni legalitarie ed anti-occupazioniste, per paura dei loro superiori clericali amici della sinistra restano silenti, sottomessi alle retoriche buoniste illegalitarie. In barba al coraggio di quella verità che ci renderà liberi…
I mantra di certa sinistra, infatti, generano omertà e distorsioni ideologiche, e persino teologiche: si ricordino le diverse sfumature di teologia della liberazione et similia.
Come associazione cattopatriota “i RadicaTi – dal diritto naturale alla legge” manifestiamo pubblicamente il nostro dissenso: contro le occupazioni abusive, contro le errate risposte del Comune di Roma, ma anche contro il moralismo immorale di alcuni ambienti clericalcomunisti. Per noi RadicaTi è importante difendere la proprietà privata dalle aggressioni ideologiche perpetrate da chiunque: perpetrate dalle occupazioni abusive di gruppi estremisti organizzati, perpetrate dalla criminalità, perpetrate dalle politiche comunali sbagliate che coprono le disonestà di chi abusivamente campa ai danni degli onesti.
Contestiamo e contrastiamo anche quegli attacchi alla sudata proprietà provenienti dalla falsa morale cattolica. La stessa che al posto della bandiera rossa usa in modo distorto tuniche e spazi ecclesiali.
Aggiornato il 05 agosto 2026 alle ore 10:54
