Zangrillo: “No a Vannacci alleato, non siamo il campo largo”

Paolo Zangrillo punta il dito contro Roberto Vannacci. Il ministro forzista della Pubblica amministrazione non ha dubbi. E lo dice chiaramente in un’intervista a Repubblica. A suo avviso, il centrodestra alle prossime Politiche non deve allearsi con il generale. “C’è una differenza – afferma – tra la maggioranza e il cosiddetto campo largo: noi siamo un’alleanza di proposte e principi condivisi, loro sono un cartello elettorale. Ecco: se anche noi vogliamo diventare come loro, cioè un cartello elettorale, prendiamoci Vannacci che non c’entra niente con i valori del centrodestra. Io ragionerei con grande attenzione”. Zangrillo è convinto che il centrodestra debba “vincere portando avanti i nostri valori e i nostri principi, non barattandoli con qualche voto in più”. Parlando della legge elettorale e del nodo preferenze, il dirigente forzista non crede che quest’ultime siano “la garanzia di un sistema davvero democratico”. E rimarca: “Dobbiamo avere il buon senso di trovare una soluzione nella quale tutti si riconoscano. Chi farà un passo indietro, uno o l’altro, non lo so. Se prevale la spinta alle preferenze, ci adegueremo. Io di certo non sarò contento”.

E ribadisce che “non assicurano la qualità della classe politica. Se un candidato raccoglie tanti voti a proprio nome, non significa automaticamente che sia all’altezza dei compiti da svolgere come deputato o senatore”. All’obiezione che con le liste bloccate si compone un parlamento di soli nominati, Zangrillo risponde che è “responsabilità della buona politica mettere a disposizione persone che abbiano abilità adeguate alle cariche che devono ricoprire”. Quanto inciderà Marina Berlusconi nelle prossime liste di Forza Italia? Il ministro osserva che “se ci vorrà dare qualche suggerimento su persone che meritano di essere prese in considerazione, io lo seguirò con piacere”. Sul nuovo sistema elettorale, se lo convince fino in fondo, infine dice: “Sono a favore di una legge che dica chi vince la sera dello spoglio. Vogliamo evitare di tornare a governi che non erano il frutto delle urne ma degli accordi tra partiti”.

Frattanto, sull’esito delle preferenze nella riforma elettorale ieri si è espresso proprio il fondatore di Futuro nazionale, in un video postato sui suoi social. “In aula – ha detto Roberto Vannacci – so già quello che succederà: qualche gruppo politico alzerà il ditino, magari un Calenda a caso, oppure un Noi moderati a caso o Forza Italia, e chiederà il voto segreto. E così facendo, tramite una tecnica parlamentare che altro non è che una sorta di imbroglio, non si vuole far sapere all’elettorato la loro posizione. Quindi il voto delle preferenze andrà come un voto segreto, verrà bocciato perché tutti i partiti non le vogliono, ma così nessuno saprà chi le ha bocciate. E il popolo dovrà accettare in maniera supina questa decisione senza che alcun partito ci abbia messo la faccia. Questa è la politica che a noi non piace, stiamo cercando di far tornare le preferenze in mano al popolo”.

Aggiornato il 02 luglio 2026 alle ore 16:18