Legge elettorale, la maggioranza frena sul rinvio

La partita sulla legge elettorale ora si gioca sulla tempistica. Il presidente della Camera Lorenzo Fontana dovrebbe convocare la riunione dei capigruppo per discutere la richiesta delle opposizioni di rinviare l’arrivo del testo in Aula, ora previsto per venerdì. Ma è difficile che la data venga posticipata. “Non mi risulta una disponibilità della maggioranza a uno slittamento a luglio”, ha detto il presidente della Commissione Affari costituzionali alla Camera, Nazario Pagano (Forza Italia). La proposta di legge adesso è in commissione, dove i lavori termineranno mercoledì. Per le opposizioni, però, tre giorni non sono sufficienti a discutere tutti gli emendamenti ancora in ballo. Il loro obiettivo, dunque, è allungare i tempi almeno di un paio di settimane. Temono che alcune proposte finiscano sotto la tagliola: di fatto, che non vengano considerate. “La nostra non è una richiesta strumentale – ha detto il dem Federico Fornaro – non facciamo ostruzionismo. Serve una discussione nel merito su tutti gli emendamenti. Più tempo non per perdere tempo, ma per affrontare tutte le questioni, che sono molto delicate”. Per il presidente Pagano, però, la commissione “può arrivare alla fine dei lavori discutendo tutti gli emendamenti”. In pratica, la maggioranza vede nelle mosse delle opposizioni solo un escamotage per mettere i bastoni fra le ruote all’iter della legge.

Per Vittoria Baldino (M5s) però, il fatto che tutti gli emendamenti “più importanti siano stati accantonati, anche quello sul voto dei fuori sede, è un segnale che la maggioranza è in difficoltà su questi temi. La fretta spesso è cattiva consigliera, mi auguro solo che la commissione riesca a discutere tutto, senza forzature”. Fra i temi messi da parte c’è anche quello delle preferenze che, per la verità, divide sia il centrodestra sia le opposizioni, se non addirittura i partiti al loro interno. Se non sarà discusso in commissione, verrà comunque affrontato in Aula, con emendamenti già annunciati anche da una forza di maggioranza, Fratelli d’Italia. È già cosa fatta, invece, l’indicazione del candidato presidente del Consiglio al momento della presentazione del programma di coalizione, approvata in commissione con un emendamento di maggioranza. Il centrodestra punta ad approvare la Legge alla Camera a luglio, in prima lettura. Sulla riunione dei capigruppo al momento non ci son date, ma le opposizioni si aspettano che venga convocata nei primi giorni della settimana.

Nell’opposizione “sono dilaniati da due tentazioni: fingere di criticare” la proposta di nuova legge elettorale “sperando di vincere oppure affossarla sognando governi tecnici”. Lo afferma in un’intervista alla Libertà il responsabile organizzazione di FdI Giovanni Donzelli. Chi tifa governissimo? “Non tutti”, risponde. “C’è anche chi finge di essere contrario”, “se fossi in Elly Schlein farei una riflessione: meglio augurarsi di prendere più voti per guidare l’Italia o ambire ad un pareggio per venire rottamata un minuto dopo?”. Donzelli conferma che Fratelli d’Italia presenterà un emendamento per le preferenze perché è giusto che su un tema del genere “si esprima tutta l’Aula”. Cercando una maggioranza diversa? “Ciascun parlamentare valuterà cosa reputa più opportuno”. Sui tempi del via libera alla nuova legge elettorale ribattezzata Stabilicum dal centrodestra, il meloniano si augura che entro l’estate arrivi almeno l’ok della Camera. Interpellato sulla data del voto, invece, ribatte che si voterà nel 2027: “La nuova legge elettorale permetterebbe una maggioranza solida, quindi anche in autunno. Quella attuale costringerebbe ad anticipare in primavera, per evitare di finire a ridosso della Finanziaria”.

Aggiornato il 22 giugno 2026 alle ore 15:13