Amendolara: cavalcare le tragedie per racimolare voti

Il fronte comune di Partito Democratico e Cgil impegnato nella manifestazione di Amendolara organizzata per il brutale pluriomicidio dei quattro braccianti migranti bruciati vivi all’interno di un minivan ad una stazione di servizio, è riuscito a sciacallare persino su una piaga atavica per questo Paese come il caporalato, questione che meriterebbe un’analisi approfondita e che realmente distrugge la dignità di tanti lavoratori e fa a pezzi i principi della nostra Carta costituzionale.

Una vera e propria parata dell’ipocrisia, il manuale di strumentalizzazione di una tragedia. Tutti pronti a fare politica sulla pelle della gente. Protagonista assoluto del corteo Maurizio Landini, segretario generale della Cgil. Si è soffermato sulla necessità di colpire disonesti e malavita organizzata, convinto ˗ in uno sfavillio di qualunquismo ˗ che quelli che muoiono siano sempre stranieri, mentre coloro i quali “fanno i soldi sulla loro pelle” siano solo italiani.

A Landini andrebbe spiegato per bene che in realtà le indagini hanno già portato all’individuazione e al fermo dei due presunti assassini: no, non sono italiani che si arricchiscono sulle spalle degli sfruttati ma due macellai pakistani che hanno appiccato il fuoco e tenuto chiuse le porte del minivan. E, intervistato dal TGR Calabria, il racconto dell’unico superstite della tragedia ha evidenziato nuovi dettagli dirimenti in chiave investigativa, denunciando un contesto di violenze e intimidazioni che, a suo dire, coinvolgerebbe altri lavoratori stranieri: i due pakistani arrestati pretendevano ˗ per conto proprio ˗ somme di denaro per il trasporto dei migranti e più volte avrebbero minacciato gli altri operai con coltelli e pistole. Quindi, al più, il movente andrebbe ricercato nello scontro tra gruppi di immigrati che lavorano nelle campagne della zona.

In prima fila, ad Amendolara, c’era anche Pasquale Tridico, l’eurodeputato grillino candidato perdente del centrosinistra alla Presidenza della Regione Calabria: si è sperticato in uno spiegone sullo sfruttamento dei braccianti e sui prodotti agricoli sporchi di sangue ma alle regionali dello scorso ottobre aveva condotto una campagna elettorale pentastellata fino al midollo basata su assistenzialismo e lista della spesa pubblica (attenta finanche a fantomatici finanziamenti infiniti per le biblioteche calabresi) ma che di certo non viene ricordata per forti posizioni sul contrasto al caporalato.

Di una banalità sconcertante anche il sindaco socialista di Cosenza, Franz Caruso: “Restiamo umani” è stato l’hashtag che è riuscito a partorire; bello constatare che lo abbia fatto al fianco di Fratoianni, uno che il tema dello sfruttamento dei lavoratori agricoli ce l’ha talmente tanto a cuore da aver elevato a deputato il sindacalista dei braccianti, Soumahoro, portandolo in Parlamento (nel suo partito far eleggere nelle istituzioni figure “simbolo” utili alla narrativa è ormai un gesto-spot ben consolidato) e commuovendosi alla sua prima a Montecitorio con “gli stivali degli ultimi”. Chissà se sapeva che ˗ a dispetto della retorica ˗ la moglie e la suocera del Soumahoro erano responsabili di una cooperativa che per anni, a detta della procura di Latina, avrebbe sfruttato lavoratori immigrati, sottopagandoli e lasciandoli vivere allo stato brado, senza luce e gas in condizioni igienico sanitarie precarie.

“Serve una rivolta sociale delle coscienze”, dice Landini. E noi gli daremmo ragione ˗ in valore assoluto ˗ se non fosse che lo conosciamo bene e sappiamo di cosa sia capace pur di arrampicarsi negli spazi mediatici.

Ma quale rivolta, Landini? È la tua guida della Cgil ad aver avallato contratti collettivi nazionali a 5 euro l’ora! E ce ne sono un’altra ventina già firmati che prevedono paghe ben inferiori ai 9 euro di salario minimo per i quali oggi ˗ a chiacchiere ˗ fai le barricate. Tra questi, appunto, quello per gli operai agricoli che si aggira intorno agli 8 euro l’ora. Cortocircuito totale.

E niente fa più ribrezzo di questo tipo di strumentalizzazione politica capace di utilizzare tragedie per racimolare qualche voto. Se non fosse successa questa disgrazia chi avrebbe preso l’iniziativa di fare una manifestazione a sostegno di questi poveracci? Ve lo dico io: nessuno.

Aggiornato il 09 giugno 2026 alle ore 13:17