Centrodestra: capitalizzare il successo elettorale alle amministrative

Dopo la sconfitta del fronte del sì al referendum costituzionale confermativo sulla separazione delle carriere, la creazione di due Csm (uno per i requirenti e l’altro per i giudicanti) e la istituzione di un’Alta corte Disciplinare per giudicare l’operato dei magistrati, la sinistra, l’estrema sinistra, gli scapigliati dei Cinque Stelle e i giustizialisti al loro servizio permanente ed effettivo, erano convinti che avrebbero vinto a man bassa le elezioni amministrative. Era per loro funzionale a lanciare la campagna elettorale per le politiche del 2027. Una nuova “gioiosa macchina da guerra”.

È stata, per loro, una doccia gelata quando hanno constato i risultati elettorali a Reggio Calabria ma soprattutto a Venezia. Basavano le loro aspettative di successo sui dati elettorali relativi al referendum confermativo a Venezia. Infatti, i risultati erano stati maggioritari per il no alla riforma della giustizia nel capoluogo regionale veneto. Al Nazareno si stavano fregando le mani certi di un risultato positivo per quel fronte eterogeno di “alleati”, sono in sostanza sempre gli stessi, che D’Alema ebbe a definire una “amalgama mal riuscita”. Ci speravano! Sarebbe stata per loro la base fondamentale una vittoria per dare la stura alla lunga campagna elettorale che ci porterà alle fondamentali elezioni politiche del 2027 e per le elezioni del nuovo Capo dello Stato nel 2029. Non hanno capito che al referendum, purtroppo, gli elettori avevano votato con la pancia probabilmente condizionati da una errata comunicazione del fronte del sì. Sostanzialmente diversa è invece la situazione quando il corpo elettorale è chiamato ad esprimere un voto che ha rilevanza politica. La realtà è che gli elettori sono tutt’altro che sprovveduti. I cittadini, secondo loro, dovrebbero affidare, nel 2027, il governo del paese a partiti che hanno come programma condiviso:

  • L’apertura incondizionata delle frontiere agli immigrati irregolari;
  • Il rilascio, facile, della cittadinanza agli stranieri;
  • La patrimoniale;
  • La paga oraria minima, senza considerare le reali possibilità di pagamento dei salari e degli stipendi da parte dei datori di lavoro in settori con basso valore aggiunto. Il salario per le sinistre è sempre stata una “variabile indipendente”;
  • Assistenzialismo dalla culla alla tomba;
  • Riproposizione del devastante reddito di cittadinanza e magari di un nuovo super bonus 110 percento.

In sostanza usare, è una costante dei governi di sinistra, la leva fiscale per redistribuire ricchezza da chi la produce rischiando il proprio lavoro e il proprio capitale facendo impresa, lavoro autonomo e professione a chi ex lege deve avere solo diritti e nessun dovere. Gli alleati di centrodestra, se nell’ultima parte della legislatura, riuscissero a mantenere la barra dritta sui conti dello Stato, ad attuare anche in parte un percepibile calo della pressione tributaria sul ceto medio riducendo la spesa improduttiva e la moltitudine di bonus e provvidenze pubbliche vincerebbero di nuovo le elezioni anche con l’attuale legge elettorale!

Aggiornato il 28 maggio 2026 alle ore 12:23