Gelmini: “La legge elettorale è un’esigenza reale”

Mariastella Gelmini ritiene necessaria una modifica del sistema di voto. “Quella della legge elettorale è un’esigenza reale e chiunque abbia un minimo di conoscenza del tema lo sa benissimo”. Lo afferma, in un’intervista al Resto del Carlino, la senatrice e responsabile enti locali di Noi moderati. “Nel 2018 – sottolinea – quando si votò la prima volta con il Rosatellum attualmente in vigore, ci sono stati tre diversi Governi con tre diverse maggioranze. Per evitare il caos e nuovi Governi di emergenza o tecnici, è indispensabile intervenire. Sarebbe auspicabile una collaborazione dell’opposizione: se la sinistra rifiuta il confronto, vuol dire che sceglie il caos rispetto alla possibilità, remota, di vincere e governare”. Secondo Gelmini, “le preferenze sono uno strumento utile di selezione della classe dirigente e di avvicinamento dell’elettore al parlamentare. Non sono l’unico metodo: personalmente le apprezzo, ma il punto cruciale oggi non è questo. Il punto cruciale è evitare l’ingovernabilità. Premi impliciti o espliciti esistono in molte democrazie del mondo, e da noi esistono per Comuni e Regioni. Non c’è niente di scandaloso”.

Nel frattempo, la tragedia di Modena ha riaperto il dibattito sull’immigrazione e un confronto spigoloso nella maggioranza. “Non mi pare ci sia uno scontro nella maggioranza. Ci sono sensibilità diverse su questi temi, e non da oggi. Quello che è certo è che in questo caso siamo in presenza di un italiano e non di uno straniero” rimarca Gelmini. Attraverso una nota, il senatore del Pd Dario Parrini, vicepresidente Commissione Affari costituzionali, interviene nel dibattito sulla legge elettorale. “Forza Italia e Lega sono disposte ad avallare un premio irragionevole e altre storture di dubbia costituzionalità. Ma nella difesa a oltranza delle liste bloccate sono irremovibili. Per loro è essenziale che i cittadini abbiano zero potere nella scelta dei parlamentari. E su questo pongono un aut aut a Giorgia Meloni. La quale, al di là di qualche messinscena parlamentare, sicuramente li accontenterà. Perché il coraggio sulle questioni di principio non è il suo forte. La farsa si avvicina”.

Per Matteo Renzi, “cambiare la legge elettorale a qualche mese dalle elezioni dà l’idea che Meloni abbia paura di perdere, se lo avesse fatto all’inizio sarebbe stato più credibile. C’è il problema delle bollette e quello dei salari, davvero pensate di poter andare dagli italiani e dire: facciamo la legge elettorale? Ci prendono per matti”. Il costituzionalista Stefano Ceccanti sostiene che, “dando sostanzialmente come dato politico altamente prevedibile l’approvazione del testo attuale della legge elettorale più o meno emendato, non si può che guardare con favore alla scelta delle primarie per l’indicazione del candidato premier. Ovviamente, stante l’ampiezza della coalizione, con un sistema a doppio turno, esattamente come nel modello praticato per le elezioni del 2013”. Riguardo la nuova legge elettorale, Ceccanti ricorda “le chiare indicazioni della giurisprudenza costituzionale: soglia non inferiore al 40 per cento (ma volendo anche più vicina al 50 con ballottaggio in caso di mancato raggiungimento), premio con tetto massimo intorno al 55 per cento per tenere al riparo le istituzioni di garanzia, coordinamento dei risultati tra Camera e Senato”.

Aggiornato il 20 maggio 2026 alle ore 14:57