Violenza giovanile, la Lega rilancia sul pacchetto sicurezza

La Lega punta a una stretta sul pacchetto sicurezza. Il Carroccio vuole introdurre una norma per i giovani stranieri che violano le leggi: “Basta ricongiungimenti familiari facili, taglio dei benefici dell’accoglienza per i ragazzi che commettono reati, rimpatri più efficaci per i minori arrivati in Italia senza parenti”.  Le misure, che puntano a contenere il fenomeno crescente della violenza giovanile anche alla luce della vicenda accaduta nella scuola di La Spezia, erano state inizialmente concepite in un Ddl ma potrebbero essere recepite in un decreto urgente. Tutto dipenderà dalla riunione che nei prossimi giorni si svolgerà a Palazzo Chigi: “La sto convocando al mio rientro per fare il punto sul provvedimento, non so se sarà pronto per martedì ma ci stiamo lavorando”, ha spiegato ieri da Seul la premier Giorgia Meloni.  Tra le novità annunciate, e non ancora contenute nella bozza, anche l’idea di introdurre l’uso dei metal detector a scuola, ma – ha specificato lo stesso ministro Giuseppe Valditara che ha lanciato la proposta – “non può esserci un utilizzo generalizzato, ma soltanto laddove vi sia la richiesta da parte della comunità scolastica e se si dovesse accertata la reale criticità della situazione”. Le ipotesi sulle nuove misure sono apertamente accolte da Italia viva: “Noi non avremmo alcun problema a sostenerle”, ha scritto sui social il renziano Davide Faraone.

A chiedere una legge “subito, prima che ci siano altre vittime” sono gli stessi familiari di Abanoud Youssef, il ragazzo ucciso con una coltellata a scuola venerdì scorso da un suo coetaneo nell’istituto ligure, i quali hanno incontrato Valditara in prefettura a La Spezia, dove si è svolto un Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica alla presenza dello stesso ministro. “Testimoniamo la presenza dello Stato, la vicinanza mia e del governo all’autorità scolastica e alla famiglia della vittima, per affermare che dobbiamo partire dalla cultura del rispetto proprio all’interno delle scuole per instillarla all’interno della società”, ha detto Valditara spiegando che all’interno della scuola spezzina “c’è un’ispezione in corso, ma in modo molto positivo e costruttivo. Verificheremo, ma senza partire dal presupposto di una messa sotto accusa di qualcuno”. A sollevare dubbi è invece il Movimento 5 stelle, che con la senatrice Barbara Floridia ha sottolineato: “Se sono le scuole, nella loro piena autonomia e in dialogo con il territorio e la comunità scolastica, a valutare misure specifiche” come i metal detector “se ne può discutere. Ma no a scuole trasformate in caserme o in aeroporti. No a istituti blindati come se il problema fosse solo la sicurezza e non il senso di ciò che si vive dentro quelle mura. Davvero pensiamo che la violenza dipenda solo dall’oggetto?”. E per il senatore del Pd, Filippo Sensi, “i pacchetti sicurezza della destra si sono rivelati dei pacchi. Molte delle misure annunciate dal governo sui coltelli sono la solita brutale paccottiglia. Senza profondità, senza respiro. Inutile, purtroppo. Però cara sinistra – ha aggiunto – non di sola sociologia sopravvivono i ragazzi”.

Ai microfoni di Rtl 102.5, Matteo Salvini ha detto rimarcato che il decreto sicurezza “è in lavorazione da alcuni mesi. Non possiamo essere veloci e non riusciamo ovviamente a inseguire le cronache quotidiane che ahimè non sono particolarmente felici”. Il leader della Lega, vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, ha commentato la vicenda del ragazzo accoltellato in classe a La Spezia e sottolineando la propria vicinanza “alla famiglia del ragazzo”. Salvini teme “che se un ragazzo di quell’età esce da casa sua con un coltello di 20 centimetri il problema sia a casa, sia la famiglia, sia la mancanza di educazione, sia la mancanza di integrazione e quindi su questo ripeto anche sui minori non integrati nel decreto ci sono alcuni provvedimenti come la cessazione dell’accoglienza per chi commette reati o si comporta in maniera non compatibile con quello che sono i nostri diritti e le nostre libertà”. Per questo, a suo parere, “è chiaro che non puoi militarizzare però è chiaro che ci sono alcune realtà con tassi di studenti stranieri superiori al 50 per cento con una quantità di etnie e di presenze con difficoltà anche a parlare italiano con famiglie problematiche: in alcuni quartieri, lì più che altrove, l’attenzione va portata”. Nel decreto, ha ricordato Salvini, “Ci sono una sessantina di articoli. Era già previsto il divieto di possesso, tranne per giustificati motivi di lavoro, di lame di qualsiasi genere, soprattutto da parte dei ragazzi”. Salvini ha ricordato che in alcuni istituti problematici i dirigenti scolastici avevano già chiesto in passato controlli a campione delle istituzioni e metal detector.

(*) Nella foto sono ritratti gli studenti spezzini che chiedono giustizia per Abanoud Youssef

Aggiornato il 19 gennaio 2026 alle ore 16:39