Legge elettorale, Mulè: “Puntiamo sul voto elettronico nel 2027”

Giorgio Mulè s’interroga sul futuro del sistema di voto. A suo avviso, la vera questione è legata al rifiuto degli elettori. “Il problema dell’astensionismo – sostiene – è radicale. Dobbiamo trovare i metodi per spingere affinché la partecipazione sia totale nelle modalità di espressione del voto. Serve avviare e porre in essere una riforma per adeguare i sistemi del voto al XXI secolo. Dobbiamo avere la capacità di certificare che il voto elettronico sia un voto vero”. Lo ha detto il vicepresidente della Camera forzista durante la presentazione di uno studio sull’astensionismo. “E poi dobbiamo interrogarci su come coinvolgere di più” gli elettori, garantendo che “a chi va a votare l’efficacia e l’effettività della scelta che dipende dal voto”. “In questo momento in cui discutiamo di legge elettorale” bisogna “prevedere già adesso”, in vista del 2027, nuovi “sistemi di voto” con “tutti gli accorgimenti tecnici”, ha aggiunto.

Frattanto, Pier Ferdinando Casini si concentra sul dibattito relativo alle preferenze. “È un fatto fondamentale per chiunque abbia a cuore la politica”. Lo sostiene l’ex presidente della Camera, in un’intervista al Corriere della sera, parlando della legge elettorale appena presentata dalla maggioranza alla Camera e al Senato. L’appello, diretto a Giorgia Meloni ed Elly Schlein, è di “ripensarci” proprio sulle preferenze. “Quella di oggi – spiega Casini – pur essendo una legge assolutamente imperfetta, conservava ai cittadini un rimasuglio di voce in capitolo grazie ai collegi uninominali. Con l’ipotesi appena presentata, si toglie anche quello. Anche quel certo protagonismo che avevano gli eletti nei collegi. E ora si dice: niente collegi e niente preferenze. I capi dei partiti nomineranno dal primo all’ultimo parlamentare. È una cosa veramente detestabile”. Il problema, per il senatore, è che i cittadini non si riconoscono più nei loro parlamentari: “una delle ragioni del dilagare dell’antipolitica – dice – è proprio il fatto che la gente non ha più i suoi interlocutori naturali. Lei provi ad andare in qualsiasi città e chieda a qualcuno: Chi è il tuo parlamentare. Pochissimi le sapranno rispondere”. Al Senato, conclude, “io presenterò un emendamento alla legge elettorale proprio per salvaguardare almeno questo: chi lo boccia, se ne dovrà assumere la responsabilità”.

Aggiornato il 20 marzo 2026 alle ore 20:02