Legge elettorale, Lupi: “Modello regionali con preferenze e indicazione premier”

Maurizio Lupi ritiene necessaria una legge elettorale che si ispiri al sistema delle Regionali. Il presidente di Noi moderati sottolinea positivamente “la disponibilità di Azione al confronto”. A suo avviso l’apertura del partito di Carlo Calenda “è positiva e ci auguriamo che la loro apertura venga seguita da tutte le altre forze dell’opposizione. La nuova legge elettorale dovrà stabilire con chiarezza chi ha vinto e chi deve governare e dovrà restituire davvero il potere di scelta ai cittadini, che dovranno decidere direttamente col loro voto i propri rappresentanti”. Per questo va, secondo Lupi, “rafforzato il principio maggioritario del bipolarismo e noi proponiamo un modello che garantisca sia la rappresentanza sia la governabilità: un sistema proporzionale basato sul modello delle regioni, con la reintroduzione delle preferenze, l’indicazione del premier, il listino di coalizione ed il premio di maggioranza, senza sbarramenti all’interno delle coalizioni. Un sistema equilibrato in vigore da anni e che ha sempre funzionato”.

Per Alberto Balboni, “la legge elettorale non è una priorità per Fratelli d’Italia, lo è per l’Italia”. Con queste parole il presidente della Commissione Affari costituzionali del Senato, intervistato da Affaritaliani, risponde alla domanda se condivida quanto affermato da Stefano Candiani, deputato della Lega ed ex sottosegretario all’Interno, secondo il quale la legge elettorale “non è una priorità”. La legge elettorale “attuale, anche a causa della riduzione dei parlamentari – rimarca Balboni – rischia di produrre un sostanziale pareggio al Senato. Il che vorrebbe dire non solo instabilità ma anche ingovernabilità. Abbiamo visto in questi tre anni quale importanza abbia un governo stabile per l’autorevolezza dell’Italia nel mondo. Il modello delle Regionali sarebbe una soluzione ottimale per garantire insieme governabilità (con il premio di maggioranza) e rappresentatività (col metodo proporzionale)”. Chi vuole tenere bloccato il sistema non vuole il bene dell’Italia e nemmeno di una sana democrazia dell’alternanza”, conclude Balboni rispondendo alla domanda se il modello per Fratelli d’Italia sia quello delle elezioni regionali con l’eliminazione dei collegi.

Aggiornato il 13 gennaio 2026 alle ore 18:19