Antonio Tajani punta su una soluzione positiva del conflitto. “Ma non possiamo pensare che la pace sia la resa dell’Ucraina”. Il vicepremier e ministro degli Esteri, nell’incontro con la Stampa estera, risponde al corrispondente dell’agenzia di stampa russa Ria Novosti sull’ipotesi avanzata dal leader ungherese, Viktor Orbán, di una missione di peacekeeping a Kiev. Tajani afferma che il direttore dell’Aiea (Agenzia internazionale per l'energia atomica), Rafael Grossi “ha detto che avrebbe parlato in Ucraina e Russia per cercare di trovare un accordo tra le due parti sulla creazione di una zona franca intorno a Zaporizhzhia, al fine di ridurre i rischi per la centrale nucleare. Non mi risulta che ci sia alcuna decisione di inviare truppe italiane o europee in Ucraina”.
Secondo Tajani, “basta una granata, un errore di calcolo, un missile deviato contro quella centrale e si creerebbe un disastro peggiore di Chernobyl. L’eventuale realizzazione della proposta è un primo passaggio per un incontro tra le due parti, una cosa concreta che riduce i rischi. Un altro punto concreto è anche l’accordo per inviare cereali dall’Ucraina in Africa con il sostegno della Turchia”. Tajani crede “che il dialogo debba continuare”. Il ministro degli Esteri, plenipotenziario di Forza Italia, ha fatto riferimento alla preoccupazione di Silvio Berlusconi. Per Tajani, il presidente “è sempre preoccupato di arrivare a una soluzione pacifica del conflitto in Ucraina, ma non ha mai detto che non ci sia stata un’aggressione. Ha detto di essere deluso dal comportamento di Vladimir Putin. Berlusconi è un uomo di pace. Non ci sono mai stati dubbi su chi fosse il responsabile dell’aggressione all’Ucraina”.
Aggiornato il 04 aprile 2023 alle ore 18:18
