Corte dei conti e Pnrr: rischio interventi su asili

In merito al potenziamento degli asili nido e delle scuole dell’infanzia previsto dal Pnrr, la Corte dei Conti ha verificato “il mancato rispetto dell’obiettivo intermedio (milestone) nazionale relativo alla selezione degli interventi da ammettere a finanziamento (scaduto il 31 marzo 2022), evidenziando il rischio che il ritardo accumulatosi pregiudichi l’obiettivo intermedio europeo di aggiudicazione dei lavori, da raggiungersi entro il secondo trimestre del 2023”.

Questo è quanto evidenziato dalla delibera sullo stato di avanzamento del piano per asili nido e scuole dell’infanzia. Licia Ronzulli, presidente dei senatori di Forza Italia, ha commentato: “La conciliazione tra famiglia e lavoro, insieme con il sostegno alla natalità, sono obiettivi strategici che tutte le forze politiche hanno indicato come prioritari all’interno del Pnrr. È perciò particolarmente grave il ritardo, denunciato dalla Corte dei conti, sul “Piano per asili nido, scuole dell’infanzia, servizi di educazione e cura per la prima infanzia”, il cui obiettivo intermedio è scaduto il 31 marzo scorso, senza essere stato raggiunto”.

Ronzulli, inoltre, ha sostenuto: “Questo è purtroppo solo uno dei casi di ritardo nella messa a terra del Pnrr con cui siamo costretti a fare i conti. Un problema ben noto, alla cui soluzione il Governo e la maggioranza stanno lavorando senza sosta, nella consapevolezza dell’importanza di rispettare gli impegni con l’Europa. Ancora di più nel caso del Piano per le scuole per l'infanzia, da 4,6 miliardi di euro, che consentirebbe la creazione di oltre 260mila nuovi posti per i bambini negli asili”.

Le risorse destinate al potenziamento degli asili nido e delle scuole dell’infanzia ammontano a 4,6 miliardi di euro, di cui 700 milioni per progetti già in essere (finanziati con fondi nazionali), 2,4 miliardi per la costruzione di nuovi asili nido, 600 milioni per le scuole dell’infanzia e 900 milioni per le spese di gestione.

“La magistratura contabile – si legge in una nota – ha menzionato le spese di gestione tra le cause dell’inadeguata risposta degli Enti locali all’avviso pubblico per l’aumento dei posti negli asili nido, raccomandando al ministero dell’Istruzione una razionalizzazione, nonché la gestione unitaria dei fondi, da trasferire agli Enti locali medesimi, destinati ai servizi educativi per i bambini al di sotto dei tre anni, correlando le spese da sostenere con i nuovi posti previsti dal Piano”.

E ancora: “La Corte ha invitato il ministero a completare celermente la relativa istruttoria e a sottoscrivere gli accordi di concessione con gli Enti locali beneficiari, in un complessivo percorso di accelerazione a tutela dell’investimento, sia per i suoi risvolti sui migliori risultati scolastici dei bambini destinatari di istruzione prescolastica, sia per l’aumento della partecipazione femminile al mercato del lavoro, con riduzione degli attuali divari territoriali e di genere”.

Aggiornato il 12 dicembre 2022 alle ore 17:16