Diritti umani,   analisi e proposte

In data 19 dicembre 2011, l’Assemblea generale delle Nazioni Unite, facendo propri gli orientamenti del Consiglio per i diritti umani, ha adottato la “Dichiarazione delle Nazioni Unite sull’educazione e la formazione ai diritti umani”.

Essa afferma l’importanza fondamentale dell’educazione e della formazione come strumenti volti a contribuire alla promozione, alla tutela e alla realizzazione effettiva di ogni diritto umano.

Infatti, come affermato dall’articolo 3 della Dichiarazione, “l’educazione e la formazione sono un processo continuo che interessa tutte le fasce di età”, comprendendo l’istruzione superiore, secondaria, primaria e persino prescolare.

Nel caso specifico del sistema scolastico italiano, l’educazione e la formazione ai diritti umani sono previste nei programmi scolastici attraverso l’educazione civica. Tuttavia, l’insegnamento reale di tale materia è sempre stato raro, finendo per divenire quasi sempre una previsione sulla carta piuttosto che una materia vera e propria di studio e di arricchimento personale.

Tale stato dei fatti appare in contrasto con l’articolo 26 della Dichiarazione Universale dei diritti umani, il quale è stato riaffermato dalla presente risoluzione. Esso sancisce che ogni individuo a diritto all’istruzione, la quale deve essere tesa al pieno sviluppo della personalità umana e al rafforzamento del rispetto dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali.

Attraverso tale risoluzione, dunque, le Nazioni Unite hanno inteso inviare un segnale alla comunità internazionale al fine di realizzare un impegno collettivo all’educazione e alla formazione ai diritti umani, confermando pienamente l’invito della Conferenza mondiale sui diritti umani di Vienna del 1993 a inserire i diritti umani, il diritto umanitario, la democrazia e lo Stato di diritto nei programmi di studio di tutti gli istituti di formazione.

Proseguendo su questa linea, la stessa Dichiarazione afferma una vera e propria responsabilità primaria a carico degli Stati nel promuovere lo sviluppo di strategie politiche e, dove opportuno di piani d’azione e programmi al fine di attuare l’educazione e la formazione ai diritti umani, come appunto tramite la sua integrazione nei programmi scolastici e di formazione.

Inoltre, la presente Dichiarazione sancisce il dovere degli Stati e delle eventuali autorità governative competenti di garantire una formazione adeguata sui diritti umani in grado di coinvolgere la società civile ad ogni livello dai funzionari pubblici agli impiegati statali, dai giudici agli agenti di polizia e al personale militare, fino a promuovere una formazione adeguata sui diritti umani di insegnanti, formatori e di altri educatori che agiscono per conto dello Stato. Quindi, la Dichiarazione fornisce una serie di linee guida, tese ad articolare l’educazione e la formazione ai diritti umani su tre livelli:

• Educazione sui diritti umani, che consente di accedere alla conoscenza e comprensione delle norme e dei principi relativi ai diritti umani e dei meccanismi per la loro tutela.

• Educazione attraverso i diritti, in cui l’apprendimento e l’insegnamento dei diritti avvenga in modo da rispettare i diritti sia dell’educatore sia di chi apprende.

• Educazione per i diritti umani, fornendo alle persone gli strumenti necessari non solo a godere ed esercitare i propri diritti ma anche a rispettare e tutelare i diritti altrui.

Infatti, come evidenziato dall’articolo 2 della Risoluzione, l’educazione e la formazione ai diritti umani, comprendendo tutte le attività educative e formative e di sensibilizzazione intese a promuovere il rispetto universale e l’osservanza di tutti i diritti umani, finiscono per contribuire alla prevenzione delle violazioni dei diritti umani, poiché forniscono alle persone la conoscenza, le competenza e la comprensione tali da metterle nelle condizioni di contribuire alla costruzione e alla promozione di una cultura universale dei diritti umani.

Inoltre, la Dichiarazione sull’educazione e la formazione ai diritti umani sottolinea il dovere degli Stati di promuovere la creazione, lo sviluppo e il rafforzamento di istituzioni nazionali per i diritti umani che siano “efficaci” e “indipendenti”, riconoscendo ad esse un ruolo importante nella promozione dell’educazione e della formazione ai diritti umani attraverso, soprattutto, la sensibilizzazione e la mobilitazione dei soggetti interessati, sia pubblici sia privati.

In particolare, essa afferma un dovere degli Stati ad incoraggiare il finanziamento volontario di progetti e iniziative nel campo dell’educazione e della formazione ai diritti umani. A sua volta la cooperazione internazionale è invitata a sostenere e potenziare gli sforzi nazionali volti ad attuare la formazione e l’educazione ai diritti umani.

Infine, la Risoluzione incoraggia gli Stati sia ad includere le informazioni sulle misure che hanno adottato nel campo dell’educazione e della formazione ai diritti umani nelle loro relazioni alle istituzione competenti in materia, sia ad adottare misure appropriate al fine di assicurare l’effettiva attuazione della Dichiarazione, rendendo disponibili le risorse necessarie al riguardo.

E’ fortemente auspicabile che il governo italiano faccia propri gli orientamenti presenti in tale Dichiarazione non solo istituendo una vera e propria materia sulla diritti umani ma facendo in modo che l’insegnamento di quest’ultima sia effettivo, sia mediante la formazione di una classe di educatori competenti in materia, sia attraverso la partecipazione obbligatoria a seminari organizzati da associazioni nazionali ed internazionali che fanno della tutela dei diritti fondamentali della persona umana la loro pietra miliare.

Aggiornato il 08 ottobre 2017 alle ore 20:07