Non reggono più di un anno. Secondo un’analisi della società di consulenza HR Acerta, basata su 390mila lavoratori belgi impiegati da 31mila datori di lavoro del settore privato tra aprile 2024 e marzo 2026, i contratti di lavoro a tempo indeterminato si concludono sempre più spesso entro i primi 12 mesi, soprattutto per i lavoratori di età inferiore ai 25 anni. Con la prevista riduzione dei periodi di preavviso all’inizio dei contratti, affermano gli esperti, questi dati riflettono una crescente discrepanza tra le aspettative dei giovani e la realtà del mondo del lavoro. Questo significa che la prima occupazione dei giovani belgi dura sempre meno. In un solo anno, secondo la ricerca, il numero di contratti a tempo indeterminato che si concludono entro il primo anno è aumentato del 16 per cento. La tendenza, come si accennava, sembra essere particolarmente marcata tra i lavoratori di età inferiore ai 25 anni, i cui contratti vengono rescissi più rapidamente rispetto al passato.
Lo scorso anno, il 14,12 per cento degli impiegati under 25 dei lavoratori ha visto terminare il proprio contratto a tempo indeterminato entro i primi 6 mesi, rispetto all’8,4 per cento del 2024. Dopo 12 mesi, quasi un giovane su cinque è interessato da questo fenomeno. Il tasso è quindi più di 1,5 volte superiore rispetto all’anno precedente, con un aumento del 68 per cento sia per le cessazioni del rapporto di lavoro entro i primi 6 mesi, sia per quelle entro i primi 12. Un terzo di questi giovani lascia il lavoro di propria iniziativa, il resto è dovuto a licenziamento, spiega Acerta. Questa tendenza si inserisce nella modifica legislativa, in vigore dal 1 agosto, secondo cui durante i primi 6 mesi di un contratto di lavoro, il periodo di preavviso sarà ridotto a una settimana, sia per il datore di lavoro che per il dipendente. Dopo i 6 mesi di servizio, le regole rimangono invariate. Fino ad ora, il periodo di preavviso aumentava gradualmente durante questi primi 6 mesi. D’ora in poi, sia in caso di dimissioni che di licenziamento, il periodo di preavviso rimarrà fisso a una settimana all’inizio del contratto.
Per gli esperti questa riduzione potrebbe offrire maggiore flessibilità per interrompere rapidamente le collaborazioni che non funzionano. “Ridurre il periodo di preavviso non impedirà questi problemi di compatibilità, ma può contribuire a risolverli più velocemente”, dice a RTBF Amandine Boseret, consulente legale presso Acerta. La Fédération des entreprises de Belgique ritiene che la misura “dà fiducia ai datori di lavoro nella stipula dei contratti di lavoro perché, in pratica, è molto difficile valutare l’idoneità di una persona durante un processo di selezione”. La compatibilità tra datore di lavoro e dipendente, dice la Feb, si concretizza sul posto di lavoro, nell’azione, quando il dipendente è alla sua postazione, ed lì che si capisce se la persona è adatta o meno. Il sindacato parla, invece di cambiamento dannoso per i lavoratori, poiché, secondo la Fgtb, riduce la tutela contro il licenziamento durante i primi 6 mesi di contratto. Rimane, però, “fondamentale”, aggiunge, “investire in informazioni realistiche sul lavoro, in un’assunzione di qualità e in un supporto adeguato per favorire collaborazioni durature”. Lo studio evidenzia anche come il rischio di licenziamento anticipato diminuisca significativamente con l’aumentare dell’età dei lavoratori. Il che conferma che le prime esperienze professionali sono particolarmente vulnerabili e che il periodo di inserimento di un neoassunto gioca un ruolo centrale.
Per ridurre il rischio di abbandono da parte dei neoassunti, rileva lo studio, i datori di lavoro possono concentrarsi maggiormente su una descrizione del lavoro realistica, un buon processo di inserimento, un aggiornamento regolare e un supporto adeguato durante i primi mesi di impiego. In questo senso, alcuni settori sono più esposti di altri. Il comparto dell’ospitalità, per esempio, si distingue in particolare per le risoluzioni anticipate dei contratti a tempo indeterminato, così come i voucher per i servizi, il lavoro interinale, la logistica e i trasporti, che mostrano alti tassi di cessazione del rapporto di lavoro entro il primo anno. Anche le microimprese, che impiegano meno di 9 persone, registrano un turnover più rapido. Per queste aziende, si fa notare, ogni abbandono ha un impatto maggiore sull’organizzazione del lavoro.
Aggiornato il 25 agosto 2026 alle ore 09:53
