Belgio-Olanda, la join venture del narcotraffico
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Nella Champions League della malavita (organizzata, naturalmente), il Benelux non ha niente da imparare. La domanda - semplice - se l’è posta nei giorni scorsi la stampa olandese specializzata in cronaca nera: “Quanto sono vicini Belgio e Paesi Bassi a diventare uno stato narco-criminale?”.

Un corpaccione unico, dunque. Le logiche della globalizzazione fanno breccia anche nell’illegalità. L’unione fa la forza pure nel mondo di sotto. Che, come è stato già detto, spesso si fonde con quello di sopra e diventa quello di mezzo. Nel mezzo dell’Europa dei mulini a vento e della cioccolata, dove “tutto è tranquillo” e “non succede mai niente”. Andatelo a chiedere agli abitanti di Overasselt, un villaggio di circa 2.500 abitanti del sud-est dei Paesi Bassi, che hanno vissuto in tranquillità e armonia fino al 2020. Poi è arrivato il Covid? No, sono arrivati padroni e padroncini dello spaccio, che hanno fatto base nella campagna olandese.

E se poi spariscono 2mila chili di cocaina, ci sono buone possibilità che finisca a pistolettate. Così è successo nei pressi della fattoria di tale Jan G., boss della droga olandese, presa di mira da decine di uomini armati che hanno provato a fare irruzione nella sua fattoria di famiglia.

Jan G è stato condannato la scorsa primavera per aver gestito un laboratorio di droga e che si sarebbe messo in tasca diversi chili di polvere bianca, facendo arrabbiare qualche altro boss con cui probabilmente non ha rispettato i patti. Scene viste miliardi di volte nelle serie tivù. Il problema è che ora stanno togliendo il sonno agli abitanti di quei paesini dell’Europa per bene, che improvvisamente si scoprono vulnerabili.

Nella sparatoria è stata uccisa una guardia giurata e due agenti di polizia sono rimasti feriti. La polizia, fa sapere Het Laatste Nieuws, ha arrestato 34 persone, tra cui 16 cittadini francesi, 11 olandesi, 2 algerini, 1 libico, 1 ucraino e 1 belga. Tra i sospettati figurano due minorenni (di 16 e 17 anni), entrambi di nazionalità francese. I restanti sospettati hanno un’età compresa tra i 18 e i 32 anni.

“Con queste misure, sto cercando di ristabilire la calma e l’ordine pubblico il più possibile”, afferma il sindaco Joerie Minses. “Capisco, ovviamente, che questo non riporterà immediatamente il senso di sicurezza, ma spero che le misure contribuiscano a questo scopo”, riporta il quotidiano De Morgen.

La proprietà e il terreno del boss sono stati sigillati. La polizia, che ha ritrovato diverse armi a Overasselt e dintorni, ha invitato i residenti della zona a “rimanere vigili in caso di ritrovamento di oggetti sospetti o situazioni anomale”.

È la quarta volta che l’abitazione del super narco trafficante viene chiusa. Nel 2020, l’allora sindaco la sequestrò per 1 anno, dopo la scoperta di un laboratorio di droga durante un incendio; è stata poi sigillata per diverse settimane nel 2024 e nel 2025. Nel 2024, accadde dopo che alcune persone armate furono sorprese davanti all’abitazione. L’anno scorso, a fine luglio, sono stati esplosi almeno 25 colpi di arma da fuoco contro la struttura. Altro che Bengodi.

Dall’Olanda la preoccupazione è palese. La stampa belga cita il giornalista investigativo olandese John van den Heuvel, che considera quanto accaduto a Overasselt “di un livello di violenza “superiore” che coinvolge “organizzazioni di notevoli dimensioni”. “Mai visto prima”, dice intervenendo a Vrt Nws De ochtend su Radio 1.

 Van de Heuvel nota con preoccupazione che nel suo Paese si sta ormai imponendo il “modello messicano”: agguati, sparatorie di massa, scontri con la polizia, inseguimenti, tutto molto hollywoodiano, se non fosse terribilmente vero. Per l’Olanda è il “punto più basso” di una serie di fatti sangue iniziati, ricorda il cronista, con gli omicidi dell’avvocato Derk Wiersum e del giornalista Peter R. de Vries. “Da tempo - rileva - è in atto una spirale di violenza, in Belgio, ma anche nei Paesi Bassi sta aumentando e speriamo che non si intensifichi ulteriormente”.

I criminali, osserva la stampa specializzata olandese, vedono Rotterdam e Anversa come un grande “punto di approdo” per il traffico di droga. Una torta miliardaria su cui molti vogliono mettere le mani. Belgio e Olanda sono ormai una vera e propria join venture del narcotraffico. Con un modello di reclutamento per le sparatorie che ormai è prossimo all’uberizzazione. Secondo il quotidiano Het Parool, il commando che ha colpito a Overasselt avrebbe tenuto una riunione preliminare in un magazzino di Bruxelles, il che conferma le collaborazioni internazionali del crimine “vengono spesso organizzate in Belgio”.

Aggiornato il 10 settembre 2026 alle ore 15:53