giovedì 10 settembre 2026
Nella Champions League della malavita (organizzata, naturalmente), il Benelux non ha niente da imparare. La domanda - semplice - se l’è posta nei giorni scorsi la stampa olandese specializzata in cronaca nera: “Quanto sono vicini Belgio e Paesi Bassi a diventare uno stato narco-criminale?”.
Un corpaccione unico, dunque. Le logiche della globalizzazione fanno breccia anche nell’illegalità. L’unione fa la forza pure nel mondo di sotto. Che, come è stato già detto, spesso si fonde con quello di sopra e diventa quello di mezzo. Nel mezzo dell’Europa dei mulini a vento e della cioccolata, dove “tutto è tranquillo” e “non succede mai niente”. Andatelo a chiedere agli abitanti di Overasselt, un villaggio di circa 2.500 abitanti del sud-est dei Paesi Bassi, che hanno vissuto in tranquillità e armonia fino al 2020. Poi è arrivato il Covid? No, sono arrivati padroni e padroncini dello spaccio, che hanno fatto base nella campagna olandese.
E se poi spariscono 2mila chili di cocaina, ci sono buone possibilità che finisca a pistolettate. Così è successo nei pressi della fattoria di tale Jan G., boss della droga olandese, presa di mira da decine di uomini armati che hanno provato a fare irruzione nella sua fattoria di famiglia.
Jan G è stato condannato la scorsa primavera per aver gestito un laboratorio di droga e che si sarebbe messo in tasca diversi chili di polvere bianca, facendo arrabbiare qualche altro boss con cui probabilmente non ha rispettato i patti. Scene viste miliardi di volte nelle serie tivù. Il problema è che ora stanno togliendo il sonno agli abitanti di quei paesini dell’Europa per bene, che improvvisamente si scoprono vulnerabili.
Nella sparatoria è stata uccisa una guardia giurata e due agenti di polizia sono rimasti feriti. La polizia, fa sapere Het Laatste Nieuws, ha arrestato 34 persone, tra cui 16 cittadini francesi, 11 olandesi, 2 algerini, 1 libico, 1 ucraino e 1 belga. Tra i sospettati figurano due minorenni (di 16 e 17 anni), entrambi di nazionalità francese. I restanti sospettati hanno un’età compresa tra i 18 e i 32 anni.
“Con queste misure, sto cercando di ristabilire la calma e l’ordine pubblico il più possibile”, afferma il sindaco Joerie Minses. “Capisco, ovviamente, che questo non riporterà immediatamente il senso di sicurezza, ma spero che le misure contribuiscano a questo scopo”, riporta il quotidiano De Morgen.
La proprietà e il terreno del boss sono stati sigillati. La polizia, che ha ritrovato diverse armi a Overasselt e dintorni, ha invitato i residenti della zona a “rimanere vigili in caso di ritrovamento di oggetti sospetti o situazioni anomale”.
È la quarta volta che l’abitazione del super narco trafficante viene chiusa. Nel 2020, l’allora sindaco la sequestrò per 1 anno, dopo la scoperta di un laboratorio di droga durante un incendio; è stata poi sigillata per diverse settimane nel 2024 e nel 2025. Nel 2024, accadde dopo che alcune persone armate furono sorprese davanti all’abitazione. L’anno scorso, a fine luglio, sono stati esplosi almeno 25 colpi di arma da fuoco contro la struttura. Altro che Bengodi.
Dall’Olanda la preoccupazione è palese. La stampa belga cita il giornalista investigativo olandese John van den Heuvel, che considera quanto accaduto a Overasselt “di un livello di violenza “superiore” che coinvolge “organizzazioni di notevoli dimensioni”. “Mai visto prima”, dice intervenendo a Vrt Nws De ochtend su Radio 1.
Van de Heuvel nota con preoccupazione che nel suo Paese si sta ormai imponendo il “modello messicano”: agguati, sparatorie di massa, scontri con la polizia, inseguimenti, tutto molto hollywoodiano, se non fosse terribilmente vero. Per l’Olanda è il “punto più basso” di una serie di fatti sangue iniziati, ricorda il cronista, con gli omicidi dell’avvocato Derk Wiersum e del giornalista Peter R. de Vries. “Da tempo - rileva - è in atto una spirale di violenza, in Belgio, ma anche nei Paesi Bassi sta aumentando e speriamo che non si intensifichi ulteriormente”.
I criminali, osserva la stampa specializzata olandese, vedono Rotterdam e Anversa come un grande “punto di approdo” per il traffico di droga. Una torta miliardaria su cui molti vogliono mettere le mani. Belgio e Olanda sono ormai una vera e propria join venture del narcotraffico. Con un modello di reclutamento per le sparatorie che ormai è prossimo all’uberizzazione. Secondo il quotidiano Het Parool, il commando che ha colpito a Overasselt avrebbe tenuto una riunione preliminare in un magazzino di Bruxelles, il che conferma le collaborazioni internazionali del crimine “vengono spesso organizzate in Belgio”.
di Pierpaolo Arzilla