Rubio, per l’Ucraina “servono nuove idee”

Per arrivare a una pace in Ucraina serviranno “nuove idee”. Ne è convinto il segretario di Stato americano Marco Rubio, che dal vertice Asean di Manila ha indicato la necessità di superare l’attuale impasse nei negoziati tra Mosca e Kiev. Secondo Rubio, le proposte avanzate finora “non erano accettabili per l’Ucraina all’epoca, e non credo che lo sarebbero nemmeno ora; anzi, probabilmente lo sarebbero ancora meno”. Per questo, ha spiegato, “Se, quando arriverà la pace, sarà grazie a nuove idee e nuovi concetti, e noi siamo pronti a offrirne alcuni nel contesto e nella forma giusti, se si presenterà l’opportunità e le condizioni saranno favorevoli. Siamo pronti a svolgere questo ruolo in modo positivo”.

Si è espresso così il segretario di Stato Usa, al termine dei colloqui con il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov. Una mezz’ora di dialogo, secondo quanto riportato da un corrispondente della Tass. Marco Rubio è in forma, ha anche trovato il tempo di avvertire Daniel Ortega – il presidente del Nicaragua che ha appena bandito “per sempre” le elezioni democratiche – che gli Usa non resteranno a guardare. Durante il colloquio, le due delegazioni hanno concentrato l’attenzione soprattutto sulla ricerca di una soluzione al conflitto ucraino. Il giorno precedente Lavrov aveva sostenuto che Mosca ritiene Washington ancora interessata alle proposte discusse durante il vertice di Anchorage tra Vladimir Putin e Donald Trump. Prima dell’incontro, Rubio ha evitato di rispondere alle domande dei giornalisti americani. In particolare, è rimasto in silenzio quando gli è stato chiesto se avrebbe affrontato con Lavrov le presunte accuse di un sostegno russo all’Iran negli attacchi contro alcuni obiettivi.

Il Ministero degli Esteri russo ha diffuso una nota al termine del colloquio. Secondo il comunicato, Lavrov “ha informato il suo omologo americano sulla reale situazione lungo la linea di contatto e ha sottolineato l’inammissibilità di un ulteriore armamento del regime di Kiev”. Inoltre, “Lavrov ha ribadito la disponibilità della Russia a una soluzione politica e diplomatica del conflitto e il suo impegno a favore delle proposte avanzate dalla parte americana durante l’incontro tra i presidenti Vladimir Putin e Donald Trump ad Anchorage, alle quali il leader russo ha aderito”.

Nel frattempo l’Unione europea ha sbloccato il 21° pacchetto di sanzioni contro Mosca. L’intesa è stata raggiunta dai rappresentanti permanenti dei Ventisette dopo lo stallo registrato nelle ore precedenti. Tra i punti principali dell’accordo c’è il congelamento per 12 mesi del tetto massimo al prezzo del petrolio russo. “Accolgo con favore l’accordo sul 21° pacchetto di sanzioni contro la Russia. In un momento in cui l’Ucraina ha acquisito slancio sul fronte militare, le nostre sanzioni continuano a indebolire le basi economiche dello sforzo bellico russo. Stiamo aggiungendo altre 32 banche russe al nostro elenco di soggetti soggetti a divieto di transazioni. Così come società operanti nel settore delle cryptovalute e piattaforme di trading petrolifero”, ha scritto su X la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. “Congeliamo per un anno l’adeguamento del tetto massimo del prezzo del petrolio, affinché la macchina da guerra russa non tragga vantaggio dagli shock di mercato. Per la prima volta, prendiamo di mira le navi che assistono la flotta ombra russa”, ha aggiunto.

Aggiornato il 23 luglio 2026 alle ore 16:27