In Germania vincono gli “estremi”. Nel senso che l’ultimo voto del 2026 ha premiato il partito di destra Alternative für Deutschland nel secondo Land dell’est, il Meclemburgo-Pomerania Anteriore, e il partito di sinistra radicale Linke a Berlino. La grande sconfitta è l’Unione cristiano democratica, che alle amministrative non ha raggiunto la soglia di sbarramento del 5 per cento. Per la prima volta nella sua storia, la Cdu non è entrata nel Parlamento in Meclemburgo-Pomerania Anteriore. In qualunque Paese questa disfatta sarebbe stata il preludio per le dimissioni del capo del governo, in questo caso il cancelliere e leader della Cdu Friedrich Merz. Che, però, tira dritto.
“Il risultato in Pomerania è un disastro, non si può ridimensionare in alcun modo”, ha ammesso Merz. “E la situazione a Berlino è difficile”, ha aggiunto. Ma la sua scelta è quella di continuare a credere nelle chance del Paese e nelle personali capacità di coglierle. “Le riforme arrivano”, ha scandito, promettendo un cambio di passo al mondo economico. “Quello che va fatto adesso ha bisogno di spina dorsale, fermezza e pazienza. Io troverò la forza di farlo. Come presidente della Cdu e soprattutto come cancelliere del nostro Paese”, ha affermato Merz. Ci vuole ben altro, insomma, per far desistere Friedrich. E chissà se “ben altro” non si verificherà alle prossime elezioni politiche. Alice Weidel è la prima a volere il passo indietro di Merz. “Tragga le conseguenze del voto, per il bene della Germania”, ha detto in conferenza stampa la leader di AfD. “Siamo noi il partito più forte del Paese’, ha dichiarato alla Zdf. Alternative für Deutschland è cresciuta perfino a Berlino, anche se un po’ meno di quanto avevano previsto i sondaggi. Un dato è certo: AfD è il nuovo partito popolare della Germania. L’obiettivo dei vertici è chiaro: “bisogna abbattere il Brandmauer”, afferma Tino Chrupalla, tirando in ballo il cordone sanitario che isola la destra.
AfD ha di che esultare, dopo aver raccolto il 38 per cento delle preferenze nel Meclemburgo-Pomerania. “Siamo noi il partito più forte”, ha dichiarato a caldo Alice Weidel. I socialdemocratici della Spd hanno preso circa il 35,5 per cento, e molto probabilmente riusciranno a governare in Pomerania visto che AfD è carente solo in alleanze. La candidata socialdemocratica, Manuela Schwesig, è riuscita negli ultimi giorni in una rimonta insperata. Tanto che qualche analista già la segnala come commissaria ombra dei vertici federali del partito, facendo tremare il vicecancelliere Lars Klingbeil. Anche il party elettorale della Linke a Berlino ha esultato. “Care berlinesi e berlinesi, da oggi cambiamo la nostra città. Abbiamo scritto una pagina di storia. E il segnale dell’amore e della giustizia che hanno vinto sull’odio”, ha detto la futura sindaca Elif Eralp, figlia di rifugiati turchi (la spina dorsale della ricostruzione berlinese).
Aggiornato il 21 settembre 2026 alle ore 15:18
