Donald Trump si prepara a rendere omaggio ai militari americani caduti nel conflitto con l’Iran. “Sto andando alla base di Dover per rendere omaggio ai nostri eroi”, ha scritto il presidente degli Stati Uniti sul social Truth. Insieme al segretario alla Difesa Pete Hegseth accoglierà le salme dei soldati rientrate dalla guerra. Nel messaggio pubblicato sulla sua piattaforma, il tycoon ha inoltre lanciato un nuovo avvertimento a Teheran: “Da questo momento in poi, ogni volta che l’Iran sparerà contro una nave nello stretto di Hormuz , che si tratti di missili, razzi, droni o qualsiasi altro dispositivo o arma, gli Stati Uniti bombarderanno e distruggeranno un ponte o una centrale elettrica, inclusi quelli situati vicino o all’interno della capitale, Teheran”. Poco prima di salire a bordo del nuovo Air force one, ricevuto in dono dal Qatar, Trump ha ribadito che l’Iran “pagherà un alto prezzo” per la morte dei militari americani. Secondo Bloomberg, il presidente ha anche sostenuto che gli americani non sarebbero contrari alla guerra.
Le dichiarazioni arrivano dopo quelle pronunciate da Pete Hegseth davanti al Congresso. Il capo del Pentagono ha insistito sulla necessità di approvare con urgenza un pacchetto di finanziamenti supplementari da 67 miliardi di dollari, mentre il conflitto con l’Iran resta aperto e non si vede risoluzione all’orizzonte. Nel dettaglio, Hegseth ha chiesto 1,5 miliardi per colmare le carenze di carburante necessarie alle operazioni militari e altri 2 miliardi per rimpiazzare mezzi e materiali distrutti o danneggiati nei combattimenti. “Senza i fondi corriamo il pericolo di mettere a rischio la nostra capacità di pagare le nostre truppe e ricostruire le scorsi di apparecchiature e munizioni”, ha detto Hegseth, spiegando che le risorse richieste rappresentano anche un “investimento per mettere al sicuro il nostro dominio digitale e nello spazio”. “Non concedere al Pentagono 1.500 miliardi di dollari è la maggiore minaccia che il nostro Paese si trova ad affrontare”, ha aggiunto, riferendosi alla richiesta complessiva avanzata dalla Casa Bianca.
All’audizione era presente anche il vice capo di Stato maggiore, il generale Dan Caine, che ha sostenuto la richiesta dell’amministrazione. “I fondi sono necessari. Dobbiamo far fronte a una serie di sfide”, ha affermato, richiamando un celebre intervento del generale George C. Marshall del 1940. Rispondendo alle domande dei parlamentari, Hegseth ha poi difeso la linea della Casa Bianca sull’intervento in Iran. “So che c’è un dibattito su questo tema, ma” il Pentagono “condivide la posizione della Casa Bianca sul fatto che abbiamo tutte le autorizzazioni necessarie al momento”, ha dichiarato in merito all’assenza di una nuova autorizzazione del Congresso. “Le forze armate sono l’ultima linea di difesa, la polizza assicurativa per preservare, proteggere e difendere i nostri interessi nazionali, la sicurezza e la prosperità”, ha aggiunto Caine.
Secondo un sondaggio di Politico, soltanto il 37 per cento della base Maga ritiene che la guerra debba proseguire, purché non comporti un aumento dei costi, una percentuale in netto calo rispetto al 50 per cento registrato a maggio. Un sostenitore trumpiano su cinque, invece, ritiene che gli Stati Uniti dovrebbero porre fine al conflitto indipendentemente dalle conseguenze economiche. Il sondaggio evidenzia come anche tra i fedelissimi del presidente stiano crescendo i dubbi su una guerra che continua a dividere l’opinione pubblica americana.
Aggiornato il 22 luglio 2026 alle ore 16:53
