Hanno fatto tutto da soli. È bastato un giro palla su Telegram per arrivare in porta. Senza la supervisione sindacale. Lo sciopero di 3mila dipendenti spagnoli di Airbus, in corso dal 1° luglio, è nato da iniziative spontanee dei lavoratori, che come tali, dunque, non hanno coinvolto le organizzazioni di rappresentanza. “Ecco perché è uno sciopero storico”, dice a France 3 un anonimo un dipendente Airbus dello stabilimento di Getafe. In Spagna, l’azienda aerospaziale francese dà lavoro a 14mila persone. Di questi, 3mila sono in agitazione da diversi giorni grazie a un movimento “dal basso” creato con un gruppo Telegram, in particolare nello stabilimento di Getafe, che si sta ora diffondendo anche in altri siti. Il 6 luglio, per esempio, nello stabilimento San Paulo di Siviglia è stato raggiunto un accordo per convocare un’assemblea generale, dopo la diffusione di un documento firmato da 700 dipendenti, pari a un terzo della forza lavoro locale. Il malcontento, come si accennava non è stato intercettato dai sindacati. Nessuna mediazione, non fosse altro perché la maggior parte dei lavoratori in agitazione non sono iscritti a nessuna sigla di rappresentanza. Il gruppo creato a giugno su Telegram conta 3mila persone, e continua a crescere, assicurano i promotori dell’iniziativa.
Per i media francesi, si tratta di una forma di organizzazione “senza precedenti”, che “favorisce legami più stretti tra impiegati e operai, a lungo divisi”. Legami che nascono ad aprile, raccontano le cronache locali, quando Guillaume Faury, Ceo di Airbus, annuncia a tutti i dipendenti che avrebbero potuto lavorare da remoto solo un giorno alla settimana, anziché due. L’ennesima, e ultima, provocazione, per i dipendenti, soprattutto quelli non sindacalizzati, già provati da salari considerati bassi e da pessime condizioni di lavoro, a fronte di un utile netto record di 5,2 miliardi di euro nel 2025. In poco meno di un mese, il gruppo Telegram è passato da cento a 3mila iscritti: nei giorni successivi alla proposta sul telelavoro presentata dall’azienda, cento dipendenti si sono riuniti presso la sede sindacale di Getafe per confrontarsi con i rappresentanti dei 5 sindacati presenti, chiedendo un’assemblea partecipativa aperta a tutti i dipendenti per influenzare le trattative salariali.
Di fronte a queste richieste, i sindacati hanno invocato vincoli procedurali e da allora non hanno mai preso una decisione; ad oggi non è stata convocata alcuna assemblea congiunta. Ciò nonostante, uno dei sindacati, Sipa, ha consultato i propri iscritti e ha emesso un preavviso di sciopero senza avvertire gli altri sindacati. Sipa è composto principalmente da impiegati, che sono direttamente interessati dal lavoro da remoto, a differenza degli operai. Temevano che lo sciopero fosse solo uno stratagemma per ottenere concessioni sul lavoro da remoto. Il gruppo Telegram, si fa notare, ha dovuto anche contrastare una serie di false informazioni di altri gruppi di lavoratori che volevano creare divisioni tra tute blu e colletti bianchi. Come? Avvertendo i dipendenti che la questione del giorno in meno da remoto era solo un pretesto, e che le due questioni fondamentali per cui occorreva invece l’unità tra operai e impiegati, come erosione di potere d’acquisto e diritti (un tempo) acquisiti, venivano messe nell’angolo. I dipendenti, dicono, hanno fatto sacrifici durante la pandemia, ma ritengono che sia giunto il momento di essere compensati, cosa che non sta accadendo.
Da allora, infatti, il potere d’acquisto dei lavoratori è diminuito: i salari non hanno tenuto il passo con l’inflazione. Dal novembre 2025 è necessario raggiungere un accordo su un aumento salariale legato al contratto collettivo del 2023, ma i dipendenti ritengono che la proposta dell’azienda, un aumento salariale del 3 per cento per il 2026 e del 2 per il 2027, sia insufficiente. Lo sciopero desindacalizzato si è esteso ad altri stabilimenti Airbus in Spagna, in particolare ad Albacete, e si prevede che altri operai si uniranno alla protesta nei prossimi giorni. Le tensioni sono aumentate anche con la dirigenza. Durante una visita al picchetto di Getafe, il presidente di Airbus Spagna, Paco Sánchez Segura, è stato fischiato dagli scioperanti. In sintesi, si confrontano due tendenze opposte. Da una parte, il gruppo Telegram dei lavoratori non sindacalizzati che tiene aperto il canale con la dirigenza per trovare un accordo sui salari e mettere fine agli scioperi: dall’altra, però, gli stessi vertici Airbus vogliono prendere tempo poiché sperano in un indebolimento della mobilitazione, proprio perché manca il collante organizzativo del sindacato, e nelle divisioni tra il personale di produzione e quello amministrativo. I dipendenti, però vanno avanti, e assicurano che lo sciopero continuerà per tutto il mese di luglio e potrebbe protrarsi anche a settembre, se le trattative falliranno.
Aggiornato il 15 luglio 2026 alle ore 11:23
