Usa: una notte di raid contro l’Iran

L’esercito americano ha scagliato 49 missili tomahawk sul suolo iraniano. Intorno alle tre di notte, le forze americane hanno completato gli attacchi contro diversi target iraniani. Il Centcom ha sottolineato che i raid, di autodifesa, hanno riguardato i sistemi di comunicazione, sorveglianza e di difesa aerea. Almeno tre persone sono rimaste ferite. Secondo il Corpo delle guardie della rivoluzione islamica, gli attacchi hanno interessato soprattutto aree del sud dellIran, ma sono stati colpiti anche siti nei pressi della capitale, in particolare nelle località di Karaj, Nazarabad e Pishva. La risposta di Teheran non si è fatta attendere. L’Irgc ha annunciato di aver condotto operazioni missilistiche contro installazioni militari statunitensi in Kuwait e Bahrein. “In due ondate di operazioni, diciotto importanti obiettivi appartenenti all’esercito statunitense sono stati colpiti” presso le basi di Ali al-Salem e Ahmad al-Jaber in Kuwait e la base aerea di Sheikh Isa in Bahrein, ha dichiarato l’Irgc, secondo quanto riportato dall’agenzia Irna. In precedenza, i media statali iraniani avevano riferito anche di un attacco contro il quartier generale della Quinta flotta americana in Bahrein.

In poche ore la tensione si è estesa allo stretto di Hormuz. Le autorità iraniane hanno lanciato un duro avvertimento alle navi in transito nell’area. “A seguito delle ripetute violazioni del cessate il fuoco da parte del nemico americano, lo stretto di Hormuz sarà chiuso fino a nuovo avviso”, ha annunciato l’Irgc attraverso la televisione di Stato. Le Guardie rivoluzionarie hanno inoltre dichiarato che “Nessuna nave può lasciare il suo ancoraggio nel Golfo Persico e nel Mar dOman. Qualsiasi avvicinamento a Hormuz sarà considerato una collaborazione con il nemico”. Successivamente, la marina iraniana ha reso noto che “due navi che tentavano di attraversare illegalmente lo stretto sono state colpite”, senza tuttavia fornire ulteriori dettagli sull’episodio. Ancora più esplicita la minaccia lanciata dal comandante dell’aeronautica dell’Irgc, Sardar Mousavi: “State rendendo pericoloso il sacro stretto di Hormuz? Faremo di questa regione un inferno per voi”. Dall’altra parte, Washington ha respinto le accuse relative a un presunto blocco della rotta marittima. “Le navi commerciali continuano ad attraversare Hormuz”, ha scritto il Centcom sulla piattaforma X.

Donald Trump, dallo Studio Ovale, ha commentato i nuovi dati sull’inflazione americana, che mostrano un aumento annuo del 4,2 per cento, il livello più elevato degli ultimi tre anni. Interpellato sulle possibili ripercussioni economiche della crisi, il capo della Casa Bianca ha risposto sorprendentemente: “Lo adoro. I numeri sono fantastici. Sapete cosa mi piace davvero? Mi piace l’inflazione”. Trump ha inoltre sostenuto che il tasso inflazionistico è destinato a diminuire rapidamente una volta concluso il conflitto con l’Iran. Parlando ai giornalisti, il presidente ha affermato che le forze statunitensi hanno sequestrato durante le operazioni notturne “milioni di barili” di petrolio iraniano, circostanza che, a suo giudizio, avrebbe già contribuito a una lieve flessione dei prezzi energetici. “Quando questo conflitto sarà finito vedrete il prezzo del petrolio tornare ai livelli precedenti”, ha dichiarato il presidente americano, indicando la stabilizzazione del mercato energetico come uno degli effetti attesi della conclusione delle operazioni militari.

Aggiornato il 11 giugno 2026 alle ore 10:43