Tornano a cadere le bombe americane. Nella notte, l’esercito degli Stati Uniti ha colpito diversi siti missilistici e navi iraniane nel sud dell’Iran. Il Centcom ha affermato che “le forze Usa hanno condotto attacchi di autodifesa nell’Iran del sud per proteggere le truppe dalle minacce poste dalle forze iraniane”. Timothy Hawkins, portavoce del contingente, ha detto alla Cnn che “fra gli obiettivi figuravano un siti per il lancio di missili e imbarcazioni iraniane che tentavano di posizionare mine. Continueremo a difendere le truppe pur se con moderazione durante il cessate il fuoco”, ha concluso il militare. Secondo Al Arabiya, nel mirino c’erano imbarcazioni a sud dell’isola di Larak e gli attacchi avrebbero causato almeno quattro morti. “Lo stretto di Hormuz deve essere aperto. Verrà aperto in un modo o nell’altro, quindi deve essere aperto”, ha detto Marco Rubio. Il segretario di Stato, in visita nella città indiana di Jaipur, ha aggiunto che “quello che sta succedendo lì è illegittimo, è illegale, è insostenibile per il mondo, è inaccettabile”. Un accordo con l’Iran “è ancora possibile, nonostante gli ultimi attacchi statunitensi contro siti missilistici nel sud del Paese”, ha aggiunto il titolare degli Esteri Usa. “Oggi si sono tenute alcune discussioni in Qatar, quindi vedremo se riusciremo a compiere progressi. Penso che le discussioni ruotino molto attorno alla formulazione precisa del testo iniziale, quindi ci vorranno alcuni giorni”, ha spiegato Rubio.
La risposta di Teheran non si è fatta attendere. Abolfazl Shekarchi, fra i principali portavoce delle Forze armate iraniane, ha avvertito che qualsiasi nuova offensiva contro la Repubblica islamica provocherà una risposta “molto più severa”, destinata a estendersi ben oltre il Medio Oriente. Secondo quanto riportato da Al-Jazeera, il dirigente militare ha dichiarato: “La nostra risposta andrà oltre la regione”. In un messaggio pubblicato su X, Shekarchi ha inoltre sostenuto che “l’obiettivo è già stato individuato ed è pronto. La risposta a qualsiasi nuova aggressione sarà diversa. Se impediranno le nostre esportazioni, l’Iran impedirà al petrolio di lasciare la regione”. Il portavoce, citato anche dall’agenzia iraniana Fars, ha affermato che “l’Iran è pronto per una nuova guerra e ha individuato l’obiettivo in caso di aggressione da parte degli Stati Uniti e del regime sionista (Israele)”. E ancora: “L’Iran controllerà con decisione lo stretto di Hormuz per garantire l’economia e il commercio internazionali lungo la via navigabile”.
Anche tra le maglie del governo iraniano c’è chi non vuole la pace “a tutti i costi”. Il deputato Ebrahim Rezaei ha dichiarato che i rappresentanti di Teheran impegnati nei colloqui mediati con gli Stati Uniti “devono negoziare da una posizione di forza vittoriosa”. Secondo quanto riportato da Al-Jazeera, il parlamentare ha scritto sul proprio profilo X che i “proprietari delle case di vetro” dovrebbero “preparare i rifugi”. Ecco il messaggio integrale del deputato: “il vincitore indiscusso della guerra è stata e sarà la nazione valorosa dell’Iran. I diplomatici negozino dalla posizione di forza vittoriosa. Cedimenti di fronte al nemico lo rendono solo più selvaggio e aumentano i nostri problemi. Per favore, non sbiancate le linee rosse”. E ancora: “Durante il periodo della guerra militare, la nostra tattica era occhio per occhio; nella guerra diplomatica è azione contro azione. Non credete al bluff del presidente sconfitto, il tempo è contro gli americani. Se vogliono un accordo, che negozino; se vogliono benzina a 6 dollari, che restino fermi e blufferanno finché l’erba sotto i loro piedi non diventa verde. L’Iran non si piega alla forza e alle minacce”.
Aggiornato il 26 maggio 2026 alle ore 10:22
