Altro che Saturno contro. Keir Starmer ha perso il sostegno di metà dei parlamentari laburisti della House of Commons. Il sostegno dei deputati di sinistra nei confronti del premier sta svanendo in modo molto più rapido di quanto noto pubblicamente, dopo la devastante sconfitta elettorale nelle amministrative. I numeri fotografano una frattura ormai profonda: circa 230 deputati tra le fila dei Labour sarebbero favorevoli a un passo indietro di Sir Keir, mentre un centinaio avrebbe già chiesto apertamente le sue dimissioni. Un segnale che certifica la crisi della leadership del primo ministro getta benzina sul fuoco dell’instabilità per il governo britannico. A scuotere ulteriormente il quadro è stata ieri la mossa di Wes Streeting, esponente della corrente di destra del Labour, che ha lasciato l’incarico di ministro della Sanità lanciando di fatto la sfida diretta a Starmer. Ma il fronte interno contro il premier continua ad allargarsi. Nel frattempo sembra ormai spianata la strada al ritorno a Westminster del sindaco di Manchester Andy Burnham. Il deputato Josh Simons ha infatti annunciato le dimissioni dal seggio di Makerfield per favorire la candidatura del popolare esponente della soft left, considerato da molti il possibile principale rivale di Starmer nella futura corsa alla leadership del partito. Diversamente da quanto avvenuto nei mesi scorsi, questa volta il premier non sarebbe intenzionato a ostacolare il ritorno di Burnham ai Comuni tramite il Comitato nazionale del Labour, organo chiamato ad approvare le candidature.
Il ministro per le Politiche abitative Steve Reed ha ammesso apertamente che il premier è “impopolare”, precisando tuttavia che “non intende dimettersi” perché deciso a evitare “il caos nella successione” che aveva caratterizzato negli anni scorsi i governi tory. Le tensioni politiche iniziano intanto a produrre effetti anche sui mercati. La sterlina ha toccato oggi i livelli più bassi dell’ultimo mese, cedendo lo 0,4 per cento sul dollaro, mentre cresce l’incertezza attorno alla tenuta dell’esecutivo britannico. È intervenuta anche la vice leader del Labour Lucy Powell, che ha espresso pieno sostegno alla candidatura di Burnham nel collegio di Makerfield. Powell, anche lei vicina all’area soft left del partito, ha assicurato che “non ci sarà alcun tentativo” di bloccare la corsa del sindaco di Manchester, prendendo implicitamente le distanze dalle precedenti manovre attribuite a Starmer per limitarne l’ascesa politica. Nel suo intervento, dai toni vicini a un vero e proprio endorsement, Powell ha definito Burnham una “figura chiave” per il rilancio del Labour dopo il tracollo elettorale del 7 maggio. Sullo sfondo resta il timore crescente dentro il partito per l’avanzata di Nigel Farage e di Reform Uk: secondo diversi dirigenti laburisti, senza una rapida ricomposizione delle fratture interne, il rischio concreto è consegnare le elezioni politiche del 2029 al leader populista, sempre più popolare.
Aggiornato il 15 maggio 2026 alle ore 13:48
