Stati Uniti-Iran, la trattativa resta in bilico

L’accordo tra Stati Uniti e Iran è incerto. L’intesa è tornata a essere in bilico per l’irritazione di Teheran rispetto alle esternazioni di Donald Trump. Secondo ricostruzioni della Cnn, il presidente statunitense avrebbe fatto ciò che i suoi collaboratori gli avrebbero sconsigliato: intervenire pubblicamente mentre i negoziati erano ancora in corso. Il tycoon ha commentato le trattative sui social e ha parlato direttamente con diversi giornalisti, proprio mentre mediatori pakistani aggiornavano Washington sugli incontri in corso con le controparti iraniane a Teheran. In una serie di interviste, Trump ha affermato che l’Iran avrebbe accettato una serie di condizioni chiave, tra cui la consegna dell’uranio arricchito, delineando di fatto un’intesa non ancora formalizzata. Il presidente inoltre ha dichiarato, in colloqui con Bloomberg, che Teheran avrebbe accettato una sospensione “illimitata” del programma nucleare e, in un’intervista ad Axios, ha indicato la possibilità di un incontro “nel fine settimana”, sostenendo che un accordo sarebbe potuto arrivare “entro un paio di giorni”.

Fonti vicine al dossier hanno però precisato che molte delle intese citate dal presidente non sono state ancora definite nei negoziati. Un funzionario coinvolto nei colloqui ha riferito che “gli iraniani non hanno apprezzato il fatto che il presidente negoziasse tramite i social, dando l’impressione di accordi già chiusi su punti ancora aperti e politicamente sensibili”, aggiungendo che Teheran è particolarmente attenta a non apparire debole sul piano interno. Sul piano negoziale le distanze restano significative. Gli Stati Uniti hanno fissato una serie di linee rosse, tra cui lo stop all’arricchimento dell’uranio e la consegna delle scorte più vicine alla soglia per uso militare. L’Iran, dal canto suo, insiste per mantenere il controllo sul proprio programma nucleare e sullo Stretto di Hormuz, chiedendo al tempo stesso un alleggerimento delle sanzioni economiche.

Le trattative hanno anche evidenziato proposte divergenti sulla durata di un eventuale congelamento del programma nucleare: Washington avrebbe avanzato l’ipotesi di uno stop fino a vent’anni, mentre Teheran avrebbe risposto con una proposta più breve, fino a cinque anni, poi ampliata in successive bozze fino a dieci anni con limiti progressivi all’arricchimento. In ogni caso, il presidente americano ha ribadito di escludere qualsiasi arricchimento per un periodo indefinito. Frattanto, in un’intervista telefonica a Cnbc, Trump ha dichiarato: “Abbiamo il controllo totale dello Stretto di Hormuz. Siamo in una posizione di forza nei negoziati”. Inoltre, ha ribadito che “l’esercito Usa è pronto a bombardare di nuovo l’Iran in caso non si raggiunga un accordo”. Poi ha ribadito che gli Stati Uniti hanno “completamente vinto la guerra. Se lasciassimo ora, a Teheran ci vorrebbero vent’anni per ricostruire”. Infine, il presidente ha criticato i media e detto: “Avrei vinto in Vietnam e in Iraq rapidamente. Guardate al Venezuela”.

Aggiornato il 21 aprile 2026 alle ore 15:47