Va in scena il secondo round dei fragili negoziati tra Stati Uniti e Iran. Donald Trump annuncia l’invio di una delegazione in Pakistan, ma avverte: “Se non accettano, gli Stati Uniti abbatteranno ogni singola centrale elettrica, ogni singolo ponte. Accordo o sarà distruzione”. Ma da Teheran si registrano voci contrastanti. Il portavoce del Ministero degli Esteri ha detto che l’Iran non ha ancora deciso se partecipare al nuovo ciclo di colloqui previsto nella capitale pakistana. Tuttavia, è possibile che la delegazione iraniana possa andare a Islamabad martedì per avviare i colloqui con gli Stati Uniti. Lo riporta il New York Times citando due fonti iraniane, secondo le quali per Teheran potrebbe essere presente il presidente del parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf. Intanto, il vicepresidente JD Vance partirà più tardi nel corso della giornata di oggi per riprendere le trattative con l’Iran in Pakistan, che inizieranno martedì. È quanto ha dichiarato il tycoon all’agenzia Bloomberg, ribadendo che la scadenza del cessate il fuoco è mercoledì sera, ora di Washington. “Non ho intenzione di farmi mettere fretta nel concludere un accordo. Abbiamo tutto il tempo del mondo”, ha messo in evidenza Trump.
Il presidente ha detto all’agenzia Bloomberg che un’estensione del cessate il fuoco con l’Iran è “altamente improbabile” se non sarà firmato un accordo. “I colloqui dovrebbero avere luogo. Presumo che a questo punto nessuno stia facendo giochetti”, ha detto Donald Trump al New York Post in merito alle trattative fra Iran e Stati Uniti. JD Vance, Steve Witkoff e Jared Kushner “stanno andando, arriveranno nella serata di Islamabad”, ha aggiunto Trump ribadendo la sua disponibilità a incontrare la leadership iraniana qualora si presentasse l’opportunità. “Non ho alcun problema a incontrarli”, ha detto. Al giornale The Hill, riferendosi al blocco marittimo americano sulle navi iraniane, Trump ha detto che “lo controlliamo noi, non lo controllano loro”. Il tycoon ha smentito la notizia, pubblicata da Reuters citando una fonte pachistana, secondo la quale il presidente Usa starebbe valutando il consiglio del capo dell’esercito pakistano, Asim Munir, sul fatto che il blocco americano dei porti iraniani rappresenta un ostacolo per i negoziati. “Non mi ha detto nulla”, ha dichiarato il presidente.
Intanto, l’Iran ha riaperto i due principali aeroporti civili di Teheran, gli scali Imam Khomeini e Mehrabad. Lo ha dichiarato in un comunicato citato dall’Isna l’autorità aeronautica del Paese, dopo le chiusure causate dalla guerra con gli Stati Uniti e Israele. La nota aggiunge che, “a partire da sabato”, saranno possibili voli passeggeri da dieci aeroporti in tutto l’Iran. Le autorità iraniane si sono dichiarate disponibili a inviare una delegazione per un secondo round di colloqui a Islamabad questa settimana. Lo scrive l’Ap online citando due funzionari pakistani secondo i quali c’è un cauto ottimismo sulla possibilità che delegazioni sia iraniane che statunitensi possano recarsi a Islamabad. Le fonti hanno aggiunto che il Pakistan non condividerà dettagli sui piani di viaggio di entrambe le parti per motivi di sicurezza, e hanno esortato i media ad evitare speculazioni sulla tempistica dei colloqui, affermando che il processo è ancora in evoluzione.
Aggiornato il 20 aprile 2026 alle ore 19:09
