Lo stato dell’arte

La quantità di affermazioni sparate a vanvera sulla crisi in Medio Oriente è esasperante. Sembra che il giornalismo professionale, fatto attraverso competenza e informazione di qualità da personale disposto a studiare laddove in carenza di nozioni, sia quasi estinto: gli ultimi capaci di esercitarlo sembrano essere quasi tutti nella terza età, e questo è davvero scoraggiante. In compenso, esiste una ricca varietà di esperti da salotto ansiosi di dire la loro: filosofi, chef, premi Nobel nella Fisica, animatori e attori spiegano con dovizia di particolari drammatici ciò che non capiscono essi stessi ma sanno che colpirà l’immaginazione popolare dando loro visibilità.

In realtà, non è difficile.

  • Abbiamo un conflitto in Medio Oriente, un conflitto asimmetrico come pochi, assolutamente limitato dalla volontà politica dell’attore “maggiore” di non impegnarsi in una campagna terrestre per ragioni politiche ed economiche che travalicano l’interesse strategico per una vittoria sul campo.
  • Entrambi gli attori vantano numerosi alleati, tutti ansiosi di vedere il conflitto armato concludersi al più presto.
  • Entrambi gli attori sanno benissimo che la larga maggioranza delle rispettive popolazioni non vuole sostenere ulteriormente il peso del conflitto stesso.
  • Entrambe le parti sanno benissimo di non poter ottenere ciò che vorrebbero dalla prosecuzione del conflitto, e che tutto ciò che sono in grado di conseguire da tale prosecuzione è semplicemente un ulteriore aumento del danno reciproco.
  • Esiste un canale aperto di trattative.
  • Entrambe le parti sono sottoposte a fortissime pressioni esterne e interne per trovare un accordo.
  • Il problema di entrambe le parti è di trovare un modo di uscire dal conflitto senza perdere la faccia.

Conclusione: esistono tutte le condizioni perché un accordo si trovi, mentre non ne esistono perché il conflitto armato prosegua danneggiando tutti, e principalmente gli attori principali.

Esito inevitabile: l’accordo si troverà, indipendentemente da come sarà confezionato, colorato, imbellito e venduto dai contendenti ai propri sostenitori.

N.B. nel caso dell’altro conflitto (quello vero, di cui in questo momento nessuno parla, ma che è quello realmente decisivo per il nostro futuro), tutti gli alinea di cui sopra risultano rovesciati. Pertanto in tale Teatro al momento non esistono le condizioni perché si possa trovare un accordo, e quindi lo scontro è destinato a proseguire, in quanto si tratta di un conflitto non asimmetrico e limitato, bensì simmetrico e totale.

(*) Alto ufficiale dell’Esercito italiano in congedo

Aggiornato il 15 aprile 2026 alle ore 10:59