Marco Rubio ha preso iniziativa. Il segretario di Stato americano parteciperà oggi a colloqui diretti tra Israele e Libano. Rubio ospiterà gli ambasciatori dei due Paesi a Washington. Un tentativo di far comunicare Beirut e Tel Aviv, per raffreddare il fronte mediorientale. I raid delle Forze di difesa israeliane contro Hezbollah e l’operazione di terra nel sud del Libano stanno influenzando gli sforzi per la riapertura dello stretto di Hormuz. Il capo degli Esteri Usa, quindi, vorrebbe portare Israele e Libano al tavolo dei negoziati. La pace tra i due Paesi e il disarmo di Hezbollah sarebbe per Rubio un traguardo importantissimo. Non è un segreto, inoltre, che il segretario di Stato sia in odore di candidatura alle presidenziali del 2028. Il disarmo di Hezbollah, sarebbe una perfetta dote da portare a Donald Trump. Il gruppo militante libanese, tuttavia, ha affermato che non rispetterà alcun accordo che possa derivare da colloqui diretti tra Libano e Israele negli Stati Uniti, negoziati a cui si oppone fermamente. Lo ha dichiarato – come riporta The Guardian – Wafiq Safa, membro di alto rango del consiglio politico di Hezbollah, alla vigilia dell’incontro tra gli ambasciatori libanese e israeliano. Si tratta, in ogni caso, di un appuntamento storico: è la prima volta da decenni che emissari dei due Paesi, che non intrattengono relazioni diplomatiche, si siedono faccia a faccia per un confronto diretto.
La decisione arriva dopo un bollettino di guerra pesante. Ieri, le operazioni militari dell’Idf avrebbero colpito circa 150 obiettivi di Hezbollah in “numerose aree” del Libano meridionale, proprio alla vigilia dei colloqui diplomatici. In una nota, le forze armate hanno spiegato di aver smantellato “cellule terroristiche” del movimento filo-iraniano “che stavano tentando di compiere un attacco terroristico contro i soldati israeliani”. C’è anche una vittima tra le fila dello Stato ebraico. Il sergente maggiore (riservista) Ayal Uriel Bianco, 30 anni, originario di Katzrin e appartenente al 188° battaglione corazzato “Barak”, è stato ucciso nel sud del Libano durante combattimenti con Hezbollah. Le Forze di difesa hanno inoltre riferito che altri tre soldati sono rimasti feriti – uno in modo moderato e due in maniera lieve – e sono stati evacuati per ricevere cure mediche.
IL PAKISTAN PROPONE NUOVI NEGOZIATI
Il Pakistan ha proposto di ospitare “un secondo round di colloqui tra Stati Uniti e Iran a Islamabad nei prossimi giorni, prima della fine del cessate il fuoco”: lo scrive l’agenzia Ap citando due funzionari pachistani. Secondo le fonti, la disponibilità di Islamabad dipenderà dall’eventuale richiesta delle parti di individuare una nuova sede per il dialogo. Uno dei funzionari ha sottolineato che, “pur essendosi conclusi senza un accordo, i primi colloqui si sono inseriti in un processo diplomatico in corso, piuttosto che essere un’iniziativa isolata”. Adesso la palla è nel campo dell’Iran. Il vicepresidente degli Stati Uniti J.D. Vance, intervenendo a Fox News sul fallimento del primo ciclo di negoziati svoltosi a Islamabad, ha spiegato che Washington aveva già fissato le proprie linee rosse per un possibile “grande accordo”. Tuttavia, ha aggiunto, alla delegazione iraniana mancava l’autorità necessaria per finalizzare l’intesa senza il via libera diretto di Teheran.
Aggiornato il 14 aprile 2026 alle ore 09:57
